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Battaglia di Mosul, la denuncia dell'Onu: l'Isil usa i civili come scudi umani


Iraq

Battaglia di Mosul, la denuncia dell'Onu: l'Isil usa i civili come scudi umani

La battaglia per liberare Mosul è entrata nella fase cruciale. Le forze speciali di Baghdad stanno avanzando nella città irachena occupata nel giugno 2014 dall’autoproclamato Stato islamico. Le truppe hanno preso l’edificio della Tv, il primo di importanza dall’inizio dell’offensiva lanciata il 17 ottobre. Nel quartiere orientale di Al-Quds gli jihadisti combattono per le strade contro l’esercito. Secondo le Nazioni Unite l’Isil per difendere le proprie postazioni sta usando i civili come scudi umani:

“I combattenti dell’Isil stanno portando sempre più persone a ridosso di Mosul in prossimità di edifici che potrebbero essere degli obiettivi militari da parte delle forze impegnate nell’offensiva”, ha detto Ravina Shamdasani, portavoce per i diritti umani delle Nazioni Unite. “Questo sembra confermare che stanno pianificando di usare i civili come scudi umani e allo stesso modo si assicurano che l’area sia molto popolata in modo tale da dissuadere le operazioni militari contro i civili”.

I soldati iracheni sono entrati nella città da est dopo aver liberato il villaggio di Gogjali, circa otto chilometri dal centro di Mosul, ancora roccaforte del Califfato. In mezzo alla guerra ci sono sempre i civili, sono circa 1,5 milioni quelli intrappolati a Mosul, 600mila di questi sono bambini denuncia Save the Children. La ong ha chiesto la creazione di “corridoi sicuri” per evacuare i civili.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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