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Un futuro più verde in Marocco


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Un futuro più verde in Marocco

Il Marocco attribuisce grande importanza alle azioni della società civile a favore dell’ambiente.A Casablanca diverse iniziative lanciate dai giovani hanno dato vita ad associazioni che operano per la tutela dell’ambiente e organizzano campagne di sensibilizzazione.

Una di queste associazioni, Bahri, ha organizzato dalla sua fondazione, nel 2010, più di 27 operazioni di pulizia in diverse città. Saad Abid, il fondatore dell’associazione, sta lavorando ora su un progetto in collaborazione con le persone che raccolgono e rivendono rifiuti a Casablanca.

“Oggi come giovane marocchino – dice Abid – mi sento responsabile del futuro del nostro paese. Ho creato questo progetto perché non ne potevo più di crescere in una città inquinata, e voglio che i miei figli crescano in un luogo sano dove andare in spiaggia. A Casablanca abbiamo lavorato con i robivecchi perché sono loro che permettono di ridurre il volume dei rifiuti”.

Mustapha El Hamri partecipa alle attività di Bahri nel riciclaggio di rifiuti. Ogni giorno si fa dare bottiglie di plastica e scatoloni da imprese e privati per portarli alla fabbrica del riciclo. Perché, spiega, “Vogliamo mantenere questo paese pulito, non vogliamo vedere spazzatura nelle strade. Spero che la gente parteciperà al processo di riciclaggio e alla raccolta differenziata. È un processo che fa bene a tutti”.

Zero Zbel, creata da Mamoun Gallab con alcuni amici, punta a sensibilizzare i giovani sulla necessità di impegnarsi per l’ambiente. I loro strumenti: YouTube e Facebook . Con un linguaggio accattivante, spiegano in che modo i singoli individui possano avere un impatto positivo attraverso la riduzione dei rifiuti.

“Oggi il Marocco si trova ad affrontare molte sfide ambientali – spiega Gallab -, e per noi un elemento chiave è cambiare le mentalità, creando contenuti accessibili a chiunque e dando voce ai giovani”.

Voce che sarà ben presente alla Cop 22, affermano gli organizzatori da Rabat. L’evento, dice Driss El-Yazami, sta creando opportunità per coinvolgere i giovani e condividere la loro visione sull’ecologia: “Nel corso della Cop queste associazioni e le autorità locali potranno presentare le loro proposte, i loro progetti, le loro attività. Potranno negoziare e interagire con i governi, cercare d’influenzare le decisioni della Cop. In un paese come il Marocco, o in Africa per esempio, dove oltre il 50 per cento della popolazione ha meno di 25 anni, è fondamentale coinvolgere i giovani. Se non s’impegnano loro, questa terra rischia di diventare difficilmente abitabile”.

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