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Burocrazia e un ponte assassino i killer della tragedia sulla statale Milano-Lecco


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Burocrazia e un ponte assassino i killer della tragedia sulla statale Milano-Lecco

Un cavalcavia che aveva mostrato segni di cedimento, un allarme caduto nel vuoto e un camion che trasportava bobine d’acciaio per circa 108 tonnellate. Sono queste le componenti che hanno portato alla tragedia sulla statale 36 Milano-Lecco che ha fatto un morto e 5 feriti. Dopo la tragedia è iniziato il rimpallo di responsabilità fra l’Anas e la provincia.

Il cantoniere addetto alla sorveglianza del tratto ne aveva chiesto la chiusura alle 14. Una richiesta che avrebbe dovuto essere scritta. Il documento non è arrivato e alle 17,20 il camion, che era stato previamente autorizzato a passare su quel ponte, ha provocato la tragedia.

Per questo la procura di Lecco ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e disastro colposo. Così il procuratore: “Pare che abbia avuto anche dei precedenti un po’ tormentati quel cavalcavia. Con situazioni di difficoltà e di pericolo, diciamo pregresse, risalenti anche a una decina d’anni”.

Quattro le auto coinvolte nel cedimento della struttura. Una macchina è rimasta completamente schiacciata, un’altra in parte; una terza vettura seguiva il mezzo pesante ed è precipitata sulla strada sottostante, mentre una quarta è rimasta in bilico sul cavalcavia.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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