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La svolta Green del Marocco: euronews nella centrale solare più grande al mondo


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La svolta Green del Marocco: euronews nella centrale solare più grande al mondo

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“Ouarzazate, la porta del deserto si apre al futuro – dice la giornalista di euronews, Daleen Hassan – La città, resa famosa del cinema, oggi ospita il Noor, l’impianto solare più grande al mondo. Un progetto che vuole garantire al Marocco un’energia pulita e sostenibile”.

Noor 1 Ouarzazate è la prima delle quattro centrali elettriche Noor. Mira a produrre energia pulita in un paese che importa più del 94% del suo fabbisogno energetico.

Noor 1 è composta da mezzo milione di specchi che si estendono per 450 ettari con una capacità produttiva di 160 megawatt di elettricità.

L’Agenzia per l’Energia Solare del Marocco ha sviluppato impianti solari che utilizzano la tecnologia a energia solare concentrata.

“Gli specchi parabolici catturano l’energia del sole e la concentrano riscaldando dei tubi all’interno dei quali scorre olio – spiega Youssef Stitou, responsabile del progetto Noor 1 – L’olio caldo viene utilizzato per produrre vapore e mettere in moto le turbine che generano l’elettricità. Il calore viene imprigionato per far funzionare i generatori per circa tre ore, anche con il buio”.

La centrale è operativa dal febbraio 2016 ed ha rappresentato una grande sfida per gli ingegneri marocchini, per l’uso delle nuove tecnologie, per l’acquisto di attrezzature pesanti da tutto il mondo e, infine, per la collaborazione con diverse aziende internazionali.

“Più di un terzo del progetto è realizzato da aziende locali – aggiunge Youssef Stitou -Essere riusciti a completarlo nei tempi previsti e secondo gli standard internazionali è un orgoglio per noi”.

La seconda e la terza fase del “Noor” sono in fase di costruzione. A regime produrranno rispettivamente 200 e 150 megawatt e entrambi avranno una capacità di stoccaggio di circa 8 ore entro il 2017.

“Il progetto Noor II utilizza la stessa tecnologia di Noor I, gli specchi parabolici, ma di dimensioni più grandi, in modo da garantire più efficienza su una superficie identica – spiega Tarik Bourquouquou, l’ingegnere che guida i lavori del Noor 2 – Il Noor III utilizza la tecnologia della torre, quella che si vede qui dietro di noi. Questa torre sarà l’edificio più alto dell’Africa: 243 metri di altezza”.

L’impianto solare ha contribuito allo sviluppo delle infrastrutture della regione e ad alleviare il tasso di disoccupazione a Ouarzazate con la creazione di quasi 2.000 posti di lavoro, durante ogni fase del progetto.

Azzedine ha 35 anni, lavora come autista al Noor 2 da circa un anno: “Sono fra quei fortunati che hanno avuto l’opportunità di ottenere un lavoro vero. Mi sento più tranquillo con uno stipendio fisso ogni mese – racconta Azzedine – Prima dipendevamo del cinema o dal turismo, ma sempre con impieghi temporanei. Ora, fortunatamente, gli abitanti della città hanno opportunità di lavoro grazie a questo progetto”.

Progetti come il Noor contribuiranno a sostenere il Marocco nell’obiettivo di uno sviluppo umano sostenibile. L’ambizione è quella di generare il 42% dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2020.

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