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Mosul, si stringe l'assedio attorno all'Isil


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Mosul, si stringe l'assedio attorno all'Isil

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Prosegue ormai da oltre una settimana la massiccia offensiva curdo-irachena per riconquistare la roccaforte dell’Isil in Iraq, ovvero Mosul.

Peshmerga e Forze speciali irachene avanzano senza sosta. Una battaglia che si fa sempre più cruenta con scontri nei villaggi a est e a nord di Mosul. Un raid a Nawaran ha distrutto un’autobomba dei miliziani. Le truppe irachene marciano verso Bazaiya mentre i Peshmerga sono concentrati su Bashiqa. Si cerca di circondare e isolare tutte quelle zone ancora in mano agli jihadisti.

Intanto mentre i miliziani profanano e devastato le chiese nelle cittadine a sudest di
Mosul, da Baghdad ad Erbil sono centinaia i giovani sunniti che si stanno unendo alle milizie irachene nella battaglia finale contro Daesh. “Ho sentito in televisione che stanno reclutando persone per combattere contro l’Isil, io ho deciso di farmi avanti per vendicarmi dell’autoproclamato Stato Islamico che ha ucciso molti membri della mia famiglia”, racconta un giovane.

Finora sono oltre 74 i villaggi e le città liberate mentre oltre 770 miliziani dell’Isil sono rimasti uccisi nell’offensiva curdo-irachena. Nel frattempo il generale iracheno Abdul Wahab al Saedy, comandante delle forze speciali anti-terrorismo che combattono sul fronte est dell’offensiva, ha detto di essere sfuggito ad un attentato suicida con che avrebbe dovuto ucciderlo. Al Saedy ha riferito che nei combattimenti degli ultimi giorni i suoi uomini hanno riconquistato cinque villaggi nei pressi della cittadina cristiana di Bartella.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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