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Francia: prosegue lo sgombero della 'giungla' di Calais. In molti rinunciano al sogno britannico


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Francia: prosegue lo sgombero della 'giungla' di Calais. In molti rinunciano al sogno britannico

Sono riprese in mattinata le operazioni di sgombero della ‘giungla’ di Calais. Lunedì erano state trasferite più di 2300 persone, di cui 400 minori, circa un terzo del totale dei migranti ospitati in questo campo irregolare nato diciotto mesi fa e cresciuto a dismisura.

In molti si erano messi in fila prima che il centro temporaneo di identificazione aprisse i battenti. Volontari e polizia li hanno invitati alla calma, a non spingere e a rimanere seduti, onde evitare incidenti. Tanti migranti, che fino a pochi giorni fa volevano soltanto attraversare La Manica per raggiungere il Regno Unito ora sembrano essersi resi conto che la Francia può rappresentare una soluzione, seppur di ripiego.

“Rimarrò qui in Francia – dice Hassan Ali Youssafzai, originario del Pakistan – perché chiederò asilo e non andrò nel Regno Unito. Ho avuto molte difficoltà a lasciare il mio Paese. Con i taleban, avevo problemi, per cui ho lasciato il mio Paese. Per me è difficile, ma ce la farò”.

Il Regno Unito resta fermo sulle proprie posizioni: i migranti non sono i benvenuti ed è per questo che Londra ha deciso di spendere ulteriori 40 milioni di euro per i controlli a Calais.

45 gli autobus che anche oggi trasferiranno i migranti verso i 451 centri di accoglienza e di orientamento allestiti in dodici regioni francesi. Altrettanti partiranno mercoledì.

Secondo le autorità transalpine, quest’anno saranno circa centomila le persone che chiederanno asilo in Francia. Il 25% in più rispetto al 2015. Niente a che vedere con la Germania che lo scorso anno ha registrato un afflusso di un milione di richiedenti asilo. In Italia, nei primi otto mesi del 2016, di richieste ne sono state contate circa 70.000.

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