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La Vallonia continua a rigettare il CETA


Redazione di Bruxelles

La Vallonia continua a rigettare il CETA

Paul Magnette, ministro presidente della Vallonia – regione francofona a sud di Bruxelles – ha dichiarato lunedi che non potrà accettare il trattato commerciale tra Unione Europea e Canada se non rispetterà i valori sociali dell’Europa.
“Chiediamo che non vi siano dei tribunali privati che permettano alle multinazionali di attaccare gli Stati e di indebolire le legislazioni in materia sociale, ambientale ed il settore pubblico. È una richiesta che è ampiamente condivisa in Europa”, ha affermato il capo del governo della Vallonia.

La divisione interna tra i governi regionali, da una parte le Fiandre a favore e dall’altra la Vallonia contraria al trattato, tiene il governo belga con il fiato sospeso ed obbliga la Commissione europea a ricredersi sui tempi di approvazione dell’accordo, come spiega il portavoce dell’esecutivo europeo:
“In questo momento bisogna aver pazienza: La Commissione è pronta a continuare ad assitere le parti e ad apportare tutte le contribuzioni necessarie per arrivare alla fine di questo processo”
Il No della Vallonia ha un eco che va oltre le questioni di polica interna, ricevendo anche il supporto di alcuni cittadini: “Per me è motivo di orgoglio, – spiega un residente della cittadina di Namur- la Vallonia mostra un altro cammino rispetto a quello comue e cioè quello di passare per la Commissione Europea. Bisogna equilibrare i poteri, non si puo dare spazio solo al commercio.”

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