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Da Sangatte a Calais: l'impotenza europea di fronte alla crisi migratoria


Francia

Da Sangatte a Calais: l'impotenza europea di fronte alla crisi migratoria

Oggi inizia lo smantellamento della giungla, anche se il problema Calais risale a qualche anno fa.

Alla fine degli anni Novanta esattamente, quando gli immigrati cominciano a raggiungere il nord della Francia, con la speranza di raggiungere il Regno Unito.

In quegli anni la bidonville non esiste ancora: è il campo di Sangatte, vicino a Calais, a accogliere i rifugiati. È un campo costruito dalla Croce Rossa nel 1999, capace di accogliere 200 persone. Diventa però presto ingestibile.

Nel 2002, su pressione britannica, Nicolas Sarkozy all’epoca ministro dell’Interno, ne decide lo smantellamento.

E Sarkozy dichiarava: varato il provvedimento, Sangatte sarà chiuso in 3/6 mesi.

A dicembre inizia lo smantellamento del campo di Sangatte, che ospita 1600 immigrati.

ll problema però resta.I migranti continuano a arrivare a Calais.

Nel 2003 viene peraltro firmato l’accordo di Touquet, che mira a rinforzare la cooperazione franco-britannica in materia di immigrazione clandestina e che di fatto sposta tutti i controlli doganali a Calais, quindi in Francia, Paese che fa parte di Schengen.
È a Calais che vengono controllati i migranti e non a Dover.

La Francia deve piegarsi alla realtà, dopo lo smantellamento di Sangatte i migranti continuano a arrivare, vicino al porto di Calais si raggruppano oltre 700 persone. La speranza è sempre quella di riuscire a raggiungere l’altra sponda della Manica.

Questo primo campo sarà smantellato nel 2009.

Con la guerra civile in Siria scoppiata nel 2011 e gli altri conflitti innescati dalle Primavere arabe in Medio Oriente e in Africa, la Giungla è cresciuta fino a diventare forse la più grande bidonville d’Europa. Il 17 agosto erano stati censiti 6.900 migranti

Nel frattempo, con i finanziamenti di Londra, a settembre è iniziata la costruzione di un muro in cemento armato che lambisce la carreggiata della strada di accesso al porto, per evitare gli assalti dei migranti ai tir diretti verso gli imbarchi dei traghetti diretti in Gran Bretagna.

La definitiva chiusura della Giungla è stata annunciata dal presidente francese, Francois Hollande, il 26 settembre dopo che per un anno c’erano state decine di sgomberi, rimasti poi senza esito.

François Hollande:

“Calais non è una destinazione né una tappa intermedia, è un vicolo cieco. D’ora in poi non sarà più possibile andare oltre”.

All’operazione partecipano 2.000 agenti che sorvegliano il trasferimento dei migranti in pullman verso i 450 centri di accoglienza pronti a riceverli sparsi su tutto il territorio francese.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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