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Iraq: paure e speranze dei rifugiati cristiani fuggiti dall'Isil


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Iraq: paure e speranze dei rifugiati cristiani fuggiti dall'Isil

In Iraq anche i cristiani attendono con impazienza la liberazione di Mosul dallo Stato Islamico. Ad Ankawa, sobborgo a maggioranza cristiana di Erbil, capitale della regione autonoma del Kurdistan iracheno, hanno trovato rifugio in cinquemila fuggiti dai villaggi della Piana di Ninive dopo l’offensiva dei jihadisti nell’estate 2014.

“Siamo così felici e speriamo di poter tornare presto a casa perché qui non stiamo bene. Ci sentiamo prigionieri, niente è come essere a casa propria”, dice una rifugiata.

Sono 120 mila i cristiani scappati dallo Stato Islamico, in migliaia sono rifugiati nel Kurdistan iracheno. Vivono in condizioni precarie e con la paura delle violenze dell’Isil.

“Siamo terrorizzati e temiamo che sia più possibile tornare alla normalità. L’Isil ha avuto per due anni il controllo della zona, forse hanno disseminato esplosivi ovunque. Siamo in attesa di capire cosa succede”, spiega ancora la donna.

Sono 57 sono gli insediamenti che sorgono intorno alla capitale della regione Erbil. La notizia dell’offensiva contro le roccaforti del sedicente Stato Islamico ha portato speranza a uomini, donne e bambini.

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