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Infibulazione: valorizzare la prevenzione già in atto nei paesi d'origine delle vittime

Nel corso della puntata di Insiders, dedicata alla lotta contro la pratica dell’infibulazione e i matrimoni coatti, abbiamo incontrato Isabelle Gillette-Faye, che dirige il GAMS (Groupe pour l’Aboliti

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Infibulazione: valorizzare la prevenzione già in atto nei paesi d'origine delle vittime

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Nel corso della puntata di Insiders, dedicata alla lotta contro la pratica dell’infibulazione e i matrimoni coatti, abbiamo incontrato Isabelle Gillette-Faye, che dirige il GAMS (Groupe pour l’Abolition des Mutilations Sexuelles féminines).

Sophie Claudet, euronews:
Può dirci in breve le origini culturali delle mutilazioni genitali femminili?”

Isabelle Gillette-Faye, direttrice del GAMS (Groupe pour l’Abolition des Mutilations Sexuelles féminines):
Si tratta di pratiche che risalgono al VI secolo a.C., prima del giudaismo, del cristianesimo e dell’Islam. Si sono sviluppate soprattutto nell’Africa orientale, in tutta la regione del Nilo, e più tardi in altre regioni del mondo. Penso in particolare all’America centrale o all’Africa occidentale. Erano soprattutto legate a riti propiziatori per la fertilità della donna o della terra. Si trattava quindi di riti animisti.

euronews:
I matrimoni coatti sono penalmente puniti soltanto in una decina di Paesi. È sufficiente per reprimere il fenomeno? O si deve fare di più?

Gillette-Faye:
Per ottenere un cambiamento nel comportamento generale delle popolazioni interessate, sono necessarie un’azione di prevenzione che riguardi gli adulti e campagne di sensibilizzazione per gli adolescenti. E dove non è sufficiente, deve scattare la repressione.

euronews:
C‘è o ci sono paesi europei che si distinguono per politiche di successo contro le nozze forzate o l’infibulazione?

Gillette-Faye:
Per quanto riguarda le mutilazioni genitali, la Francia è riconosciuta come uno dei paesi che lavorano da più tempo su questo tema. Dall’inizio degli anni Ottanta ci sono stati processi, campagne di sensibilizzazione, formazioni professionali. Da una trentina di anni lavoriamo in maniera efficacemente mirata su questo, a livello statale e dell’associazionismo.
Sulla lotta ai matrimoni combinati penso che l’Inghilterra sia un buon esempio. Ad esempio hanno messo in piedi da molto tempo un corpo di polizia che può intervenire già negli aeroporti, per proteggere le ragazze che lasciano il Regno Unito per recarsi in un altro paese a sposare mariti imposti. Ci sono anche campagne di sensibilizzazione e informazione, un numero d’emergenza per le persone in pericolo e soluzioni abitative per le vittime.

euronews:
Alcune delle donne che arrivano oggi in Europa vengono da aree che praticano i matrimoni coatti e l’infibulazione. Questo significa che tutto ciò continuerà con i nuovi flussi migratori? Si ricomincerà con campagne di sensibilizzazione dirette a queste comunità?

Gillette-Faye:
Questa nuova ondata migratoria obbliga a ragionare sul tema dei diritti delle donne, sulle violenze e gli interventi per poter proteggere eventuali, potenziali vittime. Allo stesso tempo bisogna partire dalle conoscenze che abbiamo sul terreno ovvero chiedersi se nei paesi, che queste persone hanno lasciato, c’erano già dei messaggi di prevenzione, informazione e sensibilizzazione sul tema. Perché non ispirarsi ai loro sistemi di prevenzione e protezione, applicandoli e adattandoli ai nostri territori europei?