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Il futuro delle Nazioni Unite

Quale sarà il futuro delle Nazioni Unite alla vigilia del 71esimo anniversario della nascita dell’organizzazione, con la nomina del nuovo segretario generale ?. Gli occhi sono puntati su Antonio Guterres, nel suo curriculum 10 anni nel settore a capo dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati.

Le speranze sono quelle di un’organizzazione indebolita, in cerca di un propria credibilità. L’uscente Ban ki-moon non ha saputo imporsi né all’interno né all’esterno e i grandi conflitti di oggi sono rimasti privi di una soluzione, la Siria prima di tutto.

Siamo a San Francisco è il 1945. La seconda guerra mondiale si è appena conclusa. La bomba atomica ha ucciso più di 200.000 persone a Hiroshima e Nagasaki. Le Nazioni Unite nascono con l’obiettivo di cambiare il mondo, mantenere la pace e la sicurezza, le relazioni amichevoli tra gli Stati, promuovere i diritti umani e la democrazia.

Dopo il secondo conflitto mondiale, arriverà la guerra fredda. Un lungo periodo di paralisi per l’Onu. Poi il Ruanda e la guerra in Bosnia e le critiche più aspre nei confronti dell’organizzazione, giudicata incapace di prevenire i conflitti e proteggere i civili. Oggi sotto la lente d’ingrandimento c‘è la guerra in Siria, i cui martiri, i residenti di Aleppo ne sono diventati il simbolo.

Nel 2005, il carsimatico e rispettato Kofi Annan, ha lasciato l’Onu lanciando un appello, proponendo una riforma dell’organizzazione, che ancora non è stata realizzata:

“Chiedo agli Stati membri di rendere il Consiglio di Sicurezza più rappresentativo della comunità internazionale e suggerisco che il Consiglio così rinnovato, in una risoluzione renda chiari i principi dai quali intende essere guidata, quando si troverà a decidere in quali casi autorizzare o meno l’uso della forza” .

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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