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Sudafrica: studenti ancora in piazza contro l'aumento delle tasse universitarie

Gli studenti sudafricani tornano in piazza per dire no all’aumento delle tasse universitarie.

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Sudafrica: studenti ancora in piazza contro l'aumento delle tasse universitarie

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Gli studenti sudafricani tornano in piazza per dire no all’aumento delle tasse universitarie. A Johannesburg si sono registrati scontri con la polizia dopo che l’ateneo di Witwatersand, chiuso da una settimana, ha riaperto i battenti. Un autobus è stato bruciato. Gli agenti hanno fatto ricorso a proiettili di gomma e gas lacrimogeni. Le proteste erano iniziate a settembre quando il ministero dell’Istruzione aveva annunciato un’incremento dei costi di iscrizione per i giovani.

“Se si resta indietro con il programma accademico – chiarisce Fasiha Hassan, rappresentante del Consiglio studentesco – la colpa non sarà degli studenti, ma del governo e dello Stato che non hanno saputo affrontare una crisi nazionale. E non si tratta di una crisi emersa ieri, ma di qualcosa che è cresciuta negli anni ed è diventata
una valanga che ci ha portato alla situazione attuale”.

In altri atenei i ragazzi hanno iniziato lo sciopero della fame per protestare contro il loro allontanamento temporaneo deciso dalla direzione accademica.

“Come studenti sospesi – spiega Lonwabo Nkonzo, iscritto all’università di Stellenbosch – stiamo facendo lo sciopero della fame perché siamo stati allontanati illegalmente dall’università. E non ci sono state date ragioni legali sul perché di un simile provvedimento. Questa sospensione è stata decisa per mettere a tacere il movimento studentesco”.

Gli studenti chiedono che alcune fasce sociali siano completamente esentate dalle tasse. L’aumento fino all’8%, prospettato dal governo, rischia di discriminare i più deboli, i ragazzi a basso reddito familiare, soprattutto quindi gli studenti di colore. Lo scorso anno la stessa protesta aveva ottenuto il congelamento delle imposte.