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Etiopia, il governo dichiara 6 mesi di stato d'emergenza

Sei mesi di stato d’emergenza.

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Etiopia, il governo dichiara 6 mesi di stato d'emergenza

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Sei mesi di stato d’emergenza. È la misura annunciata dal governo etiope in risposta al perdurare delle manifestazioni di protesta e alle violenze delle ultime settimane e degli ultimi mesi nel Paese africano ed in particolare nella regione degli Oromi. Una misura senza precedenti negli ultimi 25 anni. Lo ha annunciato il Primo Ministro Hailemariam Desalegn.

“Le ragioni dello stato d’emergenza” ha detto il Premier “stanno nel fatto che le forze che agiscono contro la pace in collaborazione con i nemici all’esterno del Paese agiscono per destabilizzare l’Etiopia, danneggiando la pace e minacciando la sicurezza e l’esistenza stessa delle persone”.

Per le strade di Addis Abeba i cittadini hanno già potuto apprezzare un’aumento della presenza di forze dell’ordine. Le opinioni sono divergenti sull’opportunità di reprimere le proteste.

“Lo stato d’emergenza non è una soluzione. Potrà forse servire a tamponare la crisi, come un cerotto, ma non porterà nessuna soluzione” dice Dr Taddesse Kitla, residente della capitale.

“Credo invece che il governo ci abbia messo anche troppo tempo a dichiarare lo stato d’emergenza. Se l’esecutivo avesse reagito prima, non ci sarebbero stati tutti i danni che abbiamo appena visto attraverso il Paese” afferma Alemu Gebresellasie, un altro abitante di Addis Abeba.

Nel corso del fine settimana le manifestazioni sono degenerate nella distruzione di infrastrutture, fabbriche ed edifici dell’amministrazione pubblica. Un’ondata di rabbia scatenatasi dopo l’uccisione di decine di persone (un bilancio ufficiale parla di 55 morti ma le vittime sarebbero fino a 300 secondo diverse testimonianze) nella calca provocata dagli spari e dai gas lacrimogeni usati dalla polizia durante l’annuale festival religioso degli Oromi.