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Turchia, nuova ondata d'epurazioni tra la polizia e chiusura media d'opposizione


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Turchia, nuova ondata d'epurazioni tra la polizia e chiusura media d'opposizione

Un passo più in là verso la dittatura totale. Diverse centinaia di persone, principalmente giornalisti, sono scesi in Piazza Taksim, ad Istanbul, per protestare contro la nuova ondata d’epurazioni da parte del governo del Presidente Recep Tayyip Erdogan che ha oscurato in un solo giorno oltre venti testate d’opposizione.

“Siamo vicini al giorno in cui non resterà nessun media, nessuna voce d’opposizione” dice Ugur Guç, Presidente del sindacato turco dei giornalisti. “Oggi sono stati chiusi 23 canali televisivi, domani potrebbe toccare ad altri 15. Poi, saremo costretti a guardare un solo canale come negli anni Ottanta e Novanta. E quel canale o qui canali saranno utilizzati dal governo per fare propaganda. Non lasceremo che accada. Faremo sentire la nostra voce”.

La polizia turca è intervenuta in diretta per chiudere la televisione Imc, testata che esprimeva la posizione di diverse minoranze etniche e religiose nel Paese, vicina in primis a curdi ed armeni. Già messa al bando la scorsa settimana, Imc aveva continuato a trasmettere sul web e appoggiandosi ad una trasmissione satellitare alternativa.

Un nuovo capitolo delle epurazioni seguite al fallito golpe del 15 luglio che non ha risparmiato le forze dell’ordine. Sono quasi 13.000 gli agenti appena sospesi dalle loro funzioni con l’accusa di essere vicini all’ex-predicatore Fatullah Gulen, considerato dal regime di Ankara come la mente del colpo di Stato costato la vita ad almeno 280 persone.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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