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Sorpresa: i colombiani dicono No all'accordo di pace con le Farc


Colombia

Sorpresa: i colombiani dicono No all'accordo di pace con le Farc

La Colombia boccia gli accordi di pace con le Farc. A sorpresa, il no ha vinto di un’incollatura al referendum popolare che avrebbe dovuto suggellare l’intesa frutto di oltre 3 anni di negoziati condotti a Cuba e finalizzati a porre fine a mezzo secolo di guerra civile.

Un accordo che la Corte Costituzionale aveva stabilito che dovesse passare per il giudizio vincolante della volontà popolare. Ora è stato un “manipolo” di circa 60.000 persone (il margine di differenza tra i sì e i no) a fare la differenza: 52,23% i no, 49,76% i sì.

Il fronte del no all’accordo voluto dal Presidente Juan Manuel Santos ha vinto in 14 dipartimenti e nelle grandi città, ad eccezione di Bogotà.

“Ora dovremo decidere tutti assieme qual‘è il cammino che dobbiamo intraprendere perchè la pace, questa pace che vogliamo tutti, sia possibile ed esca ulteriormente rafforzata da questa situazione. Io non mi arrendo. Continuerò a cercare la pace fino all’ultimo minuto del mio mandato” ha detto il Capo dello Stato che sugli accordi di pace ha giocato la sua credibilità politica.

“Le Forze armate rivoluzionarie della Colombia mantengono la propria volontà di pace e ribadiscono di essere disponibili a usare solo la parola come arma di costruzione del futuro”. Così ha reagito il leader delle Farc Rodrigo Londono alias ‘Timochenko’. È l’immediata presa di posizione dopo la vittoria del ‘no’ nel referendum.

Il maggiore sponsor della campagna per il no è stato l’ex-Presidente Alvaro Uribe, fautore durante il suo mandato, della linea dura contro le Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia e critico nei confronti di un’intesa che prevede molte concessioni ai guerriglieri. Nelle quasi 300 pagine del testo non mancano infatti punti ben lungi dal raccogliere consensi bipartisan, a partire dalla redistribuzione delle terre sottratte ai contadini, il reinserimento dei guerriglieri, la creazione di un partito “pacifico” erede della battaglia delle Farc.

Francisco Santos, esponente della campagna per il no: “Il trionfo del no è il trionfo di una pace più giusta, di una pace con il perdono e la riconciliazione, il trionfo del no è il trionfo di una pace più inclusiva e una pace che comprende tutti è una pace più stabile. Alle Farc dico: state certi che garantiremo che questo processo si possa concludere” ha detto.

La bocciatura degli accordi di pace è un fallimento che valica i confini della Colombia, che ha vissuto mezzo secolo di guerra civile. L’accordo era stato firmato il 26 settembre scorso a Bogotà da Santos e dal leader delle Farc Rogrido Londono alla presenza del Segretario dell’Onu Ban ki-Moon e del Presidente di Cuba Raul Castro tra gli altri.

Nelle ultime settimane era stata davvero concreta, anzi data ormai per scontata, l’idea che si potesse scrivere nei libri di storia la parola fine dopo 52 anni di guerra civile, costata la vita a 280.000 persone circa, che ha fatto registrare 180.000 sequestri ed ha costrutto quasi 9 milioni di persone a lasciare le proprie case e le proprie terre.

Ora il colpo politico per Santos, che ha investito tutto il peso della sua carica negli accordi di pace, è tale da lasciare il Paese di fronte ad un grande punto interrogativo sul cammino da avviare a partire da domani.

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