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Colombia: l'accordo di pace con le Farc durerà?

Le Farc cambiano pelle.

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Colombia: l'accordo di pace con le Farc durerà?

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Le Farc cambiano pelle. I guerriglieri che hanno segnato gli ultimi 5 lustri della storia colombiana hanno approvato all’unanimità l’accordo di pace che li catapulta in una nuova sfera della vita socio-politica del Paese.
Al cessate il fuoco entrato in vigore lo scorso 29 agosto, seguirà la consegna delle armi e un loro coinvolgimento nella vita politica.

Il leader delle Farc, Rodrigo Londono, “Timochenko”:

“Abbiamo deciso di mettere la parola fine al conflitto per costruire una pace duratura, con la ferma convinzione in essa ci siano i semi della trasformazione che il Paese ci chiede”.

Dopo false partenze e stalli veri, i negoziati di pace, arrivati alla firma conclusiva lunedì scorso, sono iniziati nel novembre del 2012, sotto l’ala protettrice delle Nazioni Unite. Diversi Paesi hanno fatto da mediatori.
La Comunità di Sant’Egidio ha svolto il ruolo di facilitatore.

Risarcimento e giustizia per le vittime hanno rappresentato i punti nodali del negoziato:

Juan Manuel Santos, presidente colombiano:

“È la prima volta che le vittime sono al centro della soluzione di un conflitto. I loro diritti, il loro diritto alla verità, alla giustizia, alla compensazione”.

L’accordo si articola in cinque parti, i cui dettagli verranno resi noti nei prossimi giorni.

Prevedono una riforma terriera e agricola, gli indennizzi alle vittime e il reiserimento dei guerriglieri nella vita pubblica.

Più precisamente, le Farc diventano un partito politico e in attesa delle elezioni del 2018 avranno dieci parlamentari senza diritto di volto.

Gli oltre 7.000 guerriglieri devono consegnare le armi entro sei mesi, in aree designate dall’Onu.
Il loro reiserimento nella vita civile sarà agevolato da una serie di misure, tra cui la retribuzione di un’iniziale pensione sociale.

Nel tentativo di combattere il traffico di droga, il governo chiede di porre fine alla coltura della cocaina, dando la possibilità agli agricoltori di accedere a altre colture e attività legate al mondo agricolo.

La giustizia farà il suo corso e verranno istituiti tribunali appositi.
L’intesa verrà sottoposta a referendum popolare questa domenica. L’esito sembra scontato.

L’accordo di pace segna la fine di 50 anni di guerra costati la vita a oltre 260 mila persone, senza contare gli sfollati e i dispersi.

Le Farc imbracciarono le armi nel 1964 per combattere le profonde disuguaglianze economiche e sociali della Colombia, finanziandosi con il narcotraffico e i riscatti dei rapimenti.

Euronews ha intervistato Gianni La Bella, della Comunità di Sant’Egidio, che ha partecipato attivamente al processo negoziale.

Cecilia Cacciotto, euronews:
Lei ha assistito personalmente alla firma dell’accordo lunedì scorso ed è appena rientrato dalla Colombia, qual è il clima nel paese, c‘è fiducia sulla tenuta dell’intesa?

Gianni La Bella, Comunità di Sant’Egidio:

“La firma dell’accordo è stata salutata con grande entusiasmo a Cartagena. La pace era attesa in Colombia da oltre 52 anni e la cerimonia della firma è stata seguita nelle piazze di tutto il Paese.
Al sentimento di gioia si unisce però la paura per la tenuta dell’accordo, i colombiani vogliono la pace, ma temono che non durerà”.

Nel video qui sopra, tutta l’intervista a Gianni La Bella.