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Spazio: si conclude la missione Rosetta, sonda si schianta su cometa

Dopo 12 anni si chiude la missione Rosetta: la sonda dell’Agenzia Spaziale Europea si è posata sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko attorno alla quale aveva orbitato per due…

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Spazio: si conclude la missione Rosetta, sonda si schianta su cometa

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Dopo 12 anni si chiude la missione Rosetta: la sonda dell’Agenzia
Spaziale Europea si è posata sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko attorno alla quale aveva orbitato per due anni.

Per circa 40 minuti Rosetta ha inviato le ultime immagini del suolo della cometa, poi il computer di bordo e tutti gli strumenti si sono spenti.

Finisce la missione iniziata il 2 marzo del 2004 con il lancio di Rosetta dalla base europea di Kouru, nella Guyana francese, con l’obiettivo di conoscere le origini del sistema solare. Tantissimi i dati raccolti che occuperanno gli scienziati per decenni.

Ecco il luogo previsto per il gran finale:

Image credit: ESA/Rosetta/NavCam

Tempo di bilanci, allora.

Che cos‘è Rosetta, prima di tutto:

Aveva quindici anni, adesso ne ha ventisette e nel 2014, iscritta alla facoltà di ingegneria spaziale del Politecnico di Milano, ebbe il privilegio di assistere dal centro di controllo di Darmstadt all’inizio della fase finale di tutta la missione. Serena Olga Vismara frequentava il liceo di Arluno, quando vinse il concorso bandito dall’ESA per dare il nome alla missione.
La sua proposta era semplice: Philae, un’isola del Nilo dove furono trovati elementi fondamentali per decifrare i geroglifici. E Rosetta, come la famosa stele.
Rosetta è il nome della sonda, Philae quello del lander.

Scopo della missione:
Avvicinare una cometa e studiarla il più possibile, capire come si caratterizza il nucleo, quali sono le sostanze chimiche presenti e i tempi di sviluppo. Tutto questo, ovviamente, per fare un enorme balzo in avanti nello studio della genesi dell’universo.

Image credit: ESA/Rosetta/NavCam

I tempi:
Il lancio avvenne da Kourou, nella Guyana francese, nel 2004. Per dieci anni si è aggirata nel sistema solare per trovare la velocità e la ztraiettoria esatte, necessarie a intercettare nel luogo e nel momento ideali la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, per poi osservarla da breve distanza per un interno anno.
Il 12 novembre del 2014, il lander, Philae, ha raggiunto la superficie sulla quale si è ancorato alla bell’e meglio, purtroppo in un punto un po’ troppo coperto e con un’angolazione che aveva fatto temere il fallimento della missione, perché le batterie non riuscivano a ricaricarsi. Fallimento che sarebbe stato comunque parziale, perché sin dalle prime ore Philae, attraverso Rosetta, aveva mandato a terra una molte impressionante di dati e di immagini.
In realtà però tutto va riportato a un’epoca di molto precedente: il 1985, quando un gruppo di lavoro all’ESA, l’ente spaziale europeo, propose nell’ambito di Horizon 2000 una missione di prelievo di campioni cometari. Alla fine dell’anno fu costituita una commissione congiunta con la NASA, poi nell’86 le sonde di molti paesi osservarono il passaggio della cometa di Halley per raccogliere dati utili alla missione futura.

Sia l’ESA che la NASA prevedevanmo all’epoca il trasporto a terra di campioni cometari, ma dovettero abbandonare l’idea all’inizio degli anni ’90, per i costi eccessivi. Il progetto fu quindi ripensato e si immaginò un lander che potesse prelevare i campioni e studiarli sul posto.

Image credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team; context: ESA/Rosetta/NavCam

Perché il suicidio di Rosetta?
Rosetta viene inviata a schiantarsi contro la cometa, venerdì 30 settembre 2016, perché la sonda non può più seguirla in allontanamento dal sole: non avrebbe abbastanza energia, si spegnerebbe e si perderebbe nello spazio.
Andandosi a schiantare, invece, durante una discesa di un paio d’ore manderà a terra ancora una serie importante di nuove informazioni: finora si era sempre tenuta a quasi due km dalla superficie, mentre aveva mandato sulla crosta il lander che non ha la stessa capacità di comunicazione…

E poi?
E poi Rosetta riposerà per sempre sulla cometa, e non se ne saprà più nulla, a meno di nuove missioni sulla stessa cometa in un futuro per nulla prossimo nè prevedibile…

Ci sarà, però, tutto un lavoro di analisi e di ricerca che andrà avanti per anni, sui dati e sulle immagini inviati dalla sonda e dal suo lander.
E solo tra qualche anno si capirà in modo più o meno definitivo la portata storica di questa missione.

La storia di Rosetta dunque, almeno per il momento, finisce qui. Ma c‘è una sorpresa finale: potrete assistere in diretta streaming all’ultimo viaggio.