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Budapest in piazza contro il referendum: "Benvenuti rifugiati"


Ungheria

Budapest in piazza contro il referendum: "Benvenuti rifugiati"

Uno spirito umanitario per abbattere i muri che bloccano i migranti: lo invocano centinaia che a Budapest si sono radunati davanti al Parlamento. L’iniziativa è per dire no alla campagna del governo contro l’immigrazione in vista del referendum del 2 ottobre sulle quote di rifugiati proposte dall’Unione Europea. Un gruppo di artisti ungheresi ha creato questa istallazione artistica per ricordare le vittime, spesso bambini, delle guerre.

“Il significato dell’opera d’arte e della manifestazione è opposto a quello di questo stupido referendum, un voto che resterà un fatto vergognoso nella storia del Paese e provocherà ferite molto profonde che dobbiamo iniziare fin da ora a curare”, spiega Péter Horgas, artista, tra gli organizzatori della manifestazione.

Il governo del primo ministro Viktor Orbán sta incoraggiando i cittadini a votare no. Le Ong hanno lanciato una contro-campagna per il boicottaggio del referendum.

“I rifugiati sono degli essere umani e non vanno visti in modo negativo, noi non condividiamo la campagna di odio che sta portando avanti da mesi il governo”, dice una donna.

“Quello che vediamo è che molti si sono fatti manipolare e sono diventati dei fanatici, è terribile, noi vogliamo, e lo dico tenendo mia figlia tra le braccia, far vivere i nostri bambini in un Paese piu normale, per questo è importante essere qui”, aggiunge un uomo.

Il premier ha promesso di tradurre i risultati del voto in un testo di legge ma la Commissione europea ha già fatto sapere che l’esito non avrà alcun impatto giuridico sugli impegni presi. L’affluenza deve superare il 50% perché il risultato sia valido.

“La maggior parte delle persone con cui abbiamo parlato hanno deciso che non voteranno al referendum. Bisogna ora capire se saranno o meno la maggioranza questa domenica”, commenta Andrea Hajagos, corrispondente di euronews a Budapest.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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