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Brexit, onda d'urto in Gran Bretagna


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Brexit, onda d'urto in Gran Bretagna

Sono passati tre mesi dalla Brexit. La tanto temuta “catastrofe” non si è verificata, forse i danni si vedranno solo tra un paio di anni. Almeno questo è il bilancio di economisti, analisti e dati dopo il referendum del 23 giugno scorso, con cui la Gran Bretagna ha deciso di uscire dall’Unione Europea. Il voto infatti non ha specificato “come” uscire; e anche il “quando” uscire resta incerto. Ora tutto è nella mani del governo di Theresa May che, secondo indiscrezioni, nel prossimo mese di febbraio, dovrebbe mettere mano all’articolo 50 del trattato europeo sulla procedura di secessione di uno stato membro, aprendo una trattativa di due anni.

Per ora possiamo fare solo mille ipotesi sugli effetti a lungo termine della Brexit. Ma non li conosceremo fino a quando il Regno Unito non lascerà davvero l’UE. Quello che sappiamo è che il voto ha comunque avuto degli effetti sulla vita delle persone e sull’economia, e non sempre in positivo.

l nostri inviati Hans von der Brelie e Sarah Chappell hanno scoperto che i lavoratori europei nel Regno Unito hanno paura di essere espulsi e stanno cercando di acquisire la cittadinanza britannica. Settori come la tecnologia e la finanza, anche se non sono in crisi, sono ugualmente preoccupati del futuro, alcune aziende vogliono trasferirsi in altre città europee più stabili politicamente. Sophie Claudet con André Sapir, economista e analista del think tank Bruegel di Bruxelles, parlerà di quali potrebbero essere gli effetti a lungo termine una volta che il Regno Unito lascerà l’Unione europea.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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