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Fotografia: negli scatti di Jérémy Suyker gli 'Insolenti di Teheran'


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Fotografia: negli scatti di Jérémy Suyker gli 'Insolenti di Teheran'

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Jérémy Suyker è un giovane fotografo francese. In questi giorni espone, a Lione, nell’ambito della manifestazione ‘Settembre della Fotografia’ del Collettivo Item, le immagini immortalate a Teheran.

“Il mio lavoro è quello di offrire un’altra immagine di un paese, di una situazione, di una problematica – racconta Jérémy Suyker – Teheran è una megalopoli di 14 milioni di abitanti e, inevitabilmente, accadono tante cose. È un po’ la città del possibile in Iran. Molti iraniani dicono che in Iran ‘tutto è proibito, ma tutto è possibile’”.

“Ho voluto mettere in scena quello che in lingua farsi chiamano Darouni e Birouni: sono l’interiore e l’esteriore, il pubblico e il privato, le cose che colpiscono quando si scopre l’Iran – ci spiega Jérémy – Ti rendi conto che non esistono una sola modalità di comportamento e una sola realtà. Si tratta del contrasto tra ciò che si può fare all’aperto, con tutti i limiti che comporta, e ciò che si è veramente tra i parenti, con la famiglia, a casa”.

Ha trascorso diversi mesi nella capitale iraniana per incontrare quelli che lui chiama ‘Gli insolenti di Teheran’: “Questi insolenti sono i giovani che si prendono un po’ gioco del proibito – aggiunge l’artista – Cercano di respingere la censura come possono e cercano di trovare un equilibrio tra il legale e l’illegale. Non cadere completamente nella clandestinità, mantenendo una piccola apertura sul mondo e sulla scena pubblica”.

“Siamo in una grotta poco distante da Teheran – ricorda Jérémy riguardando i suoi scatti – Si trova a due ore di auto dalla capitale e, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, si tratta di una rappresentazione autorizzata: vale a dire che, in questo caso, è stato permesso alla compagnia teatrale di esibirsi in un ambiente naturale. Abbiamo l’immagine un po’ cristiana dell’ingresso della grotta. Tutte queste persone sono state attirate dagli attori in fondo alla grotta. Questo tipo di esibizione è abbastanza discreta, non viene pubblicizzata. Ci vuole un po’ di attenzione”.

Jeremy Suyker tornerà a Teheran, una città che lo ha segnato: “Ti rendi conto che la religione non è sempre presente, almeno non dappertutto. Ti rendi conto che gli iraniani hanno una cultura millenaria e non solo islamica. È facile innamorarsi dell’Iran, in Iran ci si può anche innamorare”.

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