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Arabia Saudita e Iran: disgelo sì, ma sul petrolio non è ancora accordo


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Arabia Saudita e Iran: disgelo sì, ma sul petrolio non è ancora accordo

Le distanze fra i membri dell’Opec si stanno riducendo, ma sul congelamento della produzione petrolifera non è ancora tempo di decisioni. Questa, in sintesi, la posizione di Iran e Arabia Saudita emersa al Forum Energetico di Algeri.

Arabia Saudita e Iran: sul congelamento della produzione è “glasnost” (ma non ancora accordo)

Uno spiraglio in vista del vertice OPEC di novembre, ma nessuna voglia di sbilanciarsi oltre formali dichiarazioni di circostanza.
“Sono qui per il Forum Energetico e per incontri informali e consultativi, nella speranza di far evolvere i negoziati”, si è limitato a dire il ministro del petrolio iraniano Bijan Zanganeh.

Insistenti le voci secondo cui l’Arabia Saudita avrebbe proposto di ridurre la sua produzione di 500.000 barili al giorno, nel caso Teheran congelasse la sua ai livelli attuali.

Da Ryiad una proposta simbolica?

Ufficialmente, Ryad nega però tutto per bocca del suo Ministro del petrolio, che smentisce l’esistenza di un’offerta all’Iran e ripete la versione delle semplici consultazioni e della positiva atmosfera degli incontri.

Anche nel caso in cui la proposta fosse stata effettivamente formulata, secondo gli esperti di Bloomberg incarnerebbe per Ryiad una concessione poco più che simbolica. Il proposto taglio della produzione dai picchi estivi di 10,7 milioni di barili al giorno agli attuali 10,2 milioni corrisponderebbe infatti a una riduzione stagionale, che l’Arabia Saudita ha già operato per otto degli ultimi dieci anni.

Infruttuoso appare inoltre al momento il pressing della Russia che, tramite il Ministro del petrolio Novak, ha ribadito l’interesse a che le parti raggiungano un accordo, che rilanci le quotazioni del petrolio.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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