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Vertice sui migranti di Vienna, Merkel: "implementare l'accordo con la Turchia"

Incrementare gli strumenti a disposizione di Frontex, implementare l’accordo con la Turchia e siglare accordi con altri Stati, come Egitto, Mali, Niger, Senegal e Afghanistan, per ridurre il numero de

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Vertice sui migranti di Vienna, Merkel: "implementare l'accordo con la Turchia"

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Incrementare gli strumenti a disposizione di Frontex, implementare l’accordo con la Turchia e siglare accordi con altri Stati, come Egitto, Mali, Niger, Senegal e Afghanistan, per ridurre il numero degli arrivi in Europa. Sono questi i punti emersi nel vertice europeo di Vienna sulla crisi dei migranti che coinvolge i 7 Paesi della rotta balcanica.

Angela Merkel lascia la porta aperta per “centinaia” di profughi ‘legali’ da Italia e Grecia: “Siamo tutti d’accordo nel dire che l’intesa della Turchia con l’Unione Europea sulla gestione dei migranti deve essere implementata. Per questo è necessario discutere con Ankara le condizioni finali, che devono essere ancora soddisfatte. D’altra parte, è necessario che in particolare la Grecia rispetti il meccanismo “uno in cambio di uno”, mandando indietro i migranti che arrivano in modo illegale”.

Viktor Orban continua a dire no al meccanismo di ripartizione di quote di migranti deciso dall’Europa, su questo ha indetto un referendum il 2 ottobre. “Ci dovrebbe essere una cooperazione tra i nostri Paesi per tenere chiusa la rotta dei Balcani, questo sia se l’accordo con la Turchia tiene sia se per un motivo o l’altro diventa carta straccia”, dice il primo Ministro ungherese che illustra poi la sua soluzione alla crisi dei migranti: “Se non possiamo tenere unita la Libia, se non siamo in grado di stabilizzare la situazione, allora non possiamo creare una gigantesca città dei profughi sulla costa mediterranea della Libia dove dobbiamo rimandare indietro tutti i migranti clandestini arrivati in Europa illegalmente”.

Il governo ungherese ha sigillato un anno fa con una barriera i 175 chilometri di confine con la Serbia. L’Austria vuole che i Balcani occidentali restino chiusi all’immigrazione illegale.

“Non c‘è in questo momento in Europa una crisi dei rifugiati ma una crisi della solidarietà, possiamo riuscire a rafforzare la solidarietà solo se siamo pronti ad agire come se fossimo una sola persona, con bontà e umanità”, ha commentato Michael Landau, il presidente della Caritas austriaca.

Simbolo del dramma dei migranti è l’isola greca di Lesbo. Le autorità hanno lanciato un allarme sul sovraffollamento dei campi nelle isole del nord est dell’Egeo dove i posti ufficiali sono 5.400 ma i migranti sono 10.500.