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Siria, ancora bombe e morti su Aleppo, ma è paralisi sul piano diplomatico

Almeno 7 civili sono stati uccisi in nuovi raid aerei su quartieri di Aleppo controllati dagli insorti.

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Siria, ancora bombe e morti su Aleppo, ma è paralisi sul piano diplomatico

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Almeno 7 civili sono stati uccisi in nuovi raid aerei su quartieri di Aleppo controllati dagli insorti. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria.

Altri civili, di cui non si conosce il numero, sono stati feriti negli stessi attacchi e in altri avvenuti sui quartieri di Ard al-Hamra e Sakhour.

Combattimenti sono anche in corso tra forze lealiste e ribelli ad Aleppo e nelle zone circostanti. Si segnalano scontri e bombardamenti aerei nella regione della Ghuta orientale, alle porte di Damasco.

Intanto, sul piano diplomatico, si registra un completo stallo nelle trattative tra Stati Uniti e Russia per una tregua.

L’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura, in una intervista a un quotidiano italiano, ha auspicato un’intesa prima delle elezioni per la Casa Bianca, altrimenti il conflitto rischia di trascinarsi per “sei, sette otto mesi ancora, sempre che il nuovo presidente vorrà occuparsene”.

Al Palazzo di vetro infine, è arrivata la proposta del ministro degli Esteri tedesco Steinmaier di creare sulla Siria una no-fly-zone temporanea. Secondo il responsabile della diplomazia di Berlino, il presidente siriano Bashar al-Assad “non dovrebbe essere messo in condizioni di decidere il futuro del suo paese”.