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'Clash' del regista egiziano Mohamed Diab


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'Clash' del regista egiziano Mohamed Diab

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Al Festival di Cannes aveva inaugurato la sezione Un Certain Regard, poi ‘Clash’ di Mohamed Diab è stato selezionato come candidato egiziano per la corso agli Oscar.

Girato al Cairo nella violenta estate 2013, il film ci porta in un viaggio soffocante dentro un furgone della polizia, dove uomini, donne e bambini di diverse estrazioni politiche e religiose si trovano bloccati.

‘Clash’ non è un film adatto a chi soffre di claustrofobia: visto che è interamente girato fra le quattro pareti di un cellulare della polizia e vi tiene incollati alla poltrona.

I membri del cast hanno dato una prova impressionante in un ambito che lo stesso regista ha descritto come difficilissimo per le condizioni di recitazione, all’interno di uno spazio troppo angusto e con riprese di poche settimane.

Stessa cosa valga per il direttore della fotografia Ahmed Gabr che ha lavorato da solo nel furgone insieme agli attori, raccogliendo una sfida culminata in una esperienza cinematografica coinvolgente.

Nonostante l’atmosfera agghiacciante, Mohamed Diab descrive ‘Clash’ come un film sull’umanità e la coesistenza.

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