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Venezuela: il referendum per destituire Maduro non si terrà quest'anno

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Venezuela: il referendum per destituire Maduro non si terrà quest'anno

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Il Venezuela, uno dei paesi piu’ ricchi di risore di petrolio al mondo, da mesi sta sprofondando nella voragine di una grave crisi economica. Mercoledì centinaia di autisti di autobus hanno bloccato le strade della capitale in segno di protesta. Complici la forte recessione e un tasso di inflazione alle stelle, nelle città si soffre sopratutto la mancanza degli alimenti di base e dei medicinali. La popolazione è costretta ad attendere ore in fila fuori dai negozi.

Secondo l’opposizione, la colpa della crisi è da attribuire a 17 anni di politiche socialiste sbagliate. Il Tavolo per l’Unità Democratica che da tempo chiede un referendum per destituire l’attuale Presidente Nicolas Maduro, ha già presentato una petizione con una raccolta di due milioni di firme. L’iniziativa rappresenta il primo vero passo verso la richiesta di un refrendum.

Lo scorso mercoledì il Consiglio nazionale elettorale ha imposto nuove tempistiche e un regolamento più severo per ottenere la consultazione popolare. A differenza dell’ultimo contro Chavez, gli oppositori di Maduro devono raccogliere, tra il 26 e 28 ottobre, le firme di almeno il 20% degli elettori registrati in ogni stato del paese.

Stando a queste nuove condizioni, per l’opposizione è difficile rispettare i tempi. Secondo la costituzione si possono svolgere nuove elezioni solo se il referendum per rimuovere il mandato presidenziale si tiene entro i primi quattro anni di governo. Il consiglio nazionale elettorale ha comunque escluso, per il momento, un referendum entro il 2016. Per l’opposizione, la possibilità che questo possa avvenire nel 2017, significherebbe che anche in caso di vittoria, l’incarico verrà terminato dal vicepresidente, riconfermando la presenza dei socialisti al potere.

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