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Siria: riprendono convogli umanitari, ma nei bombardamenti si continua a morire


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Siria: riprendono convogli umanitari, ma nei bombardamenti si continua a morire

Cinque tonnellate di aiuti umanitari sono stati distribuiti dall’esercito russo in un ospedale della città siriana di Homs. Previsto anche che un convoglio delle Nazioni Unite possa accedere in una zona rurale, nei pressi della capitale Damasco, dopo una sospensione di 48 ore a causa degli attacchi di lunedì contro alcuni camion di aiuti. Attacchi che avevano provocato la morte di una ventina di persone fra cui almeno 12 volontari.

“La situazione della sicurezza in Siria è un mosaico composito, di differenti livelli. Un mosaico con diversi attori e gruppi armati e dobbiamo tenere in conto tutto questo quando valutiamo come muoverci. È quello che facciamo. Decidiamo se inviare aiuti attorno a Damasco o se ad esempio possiamo riprendere i contatti con Aleppo
e con altre località”, ha spiegato il portavoce dell’ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell’Onu a Ginevra.

Ad Aleppo sono invece ripresi gli scontri. Secondo fonti vicine ad Assad ci sono state battaglie fra l’esercito lealista e milizie ribelli. Circa 120 persone, fra cui militanti e civili, sono stati evacuati da alcune zone di Homs, questo fa parte dell’accordo fra l’esercito siriano e i ribelli per l’apertura di corridoi umanitari.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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