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Strage di operatori umanitari in Siria, attacco a convoglio Onu segna fine tregua

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Strage di operatori umanitari in Siria, attacco a convoglio Onu segna fine tregua

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Un convoglio delle Nazioni Unite carico di aiuti viene bombardato nei pressi di Aleppo. La fine della tregua concordata tra Stati Uniti e Russia in Siria è marcata dalla strage degli operatori umanitari. Almeno 13 le vittime secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani.

“Qui fuori c’erano 20 veicoli pieni di cibo, medicine, coperte e pannolini – racconta uno dei primi soccorritori giunti sul posto – Oggi è il 19 settembre del 2016. In serata, alle 7:30 in punto, un elicottero del regime ha sganciato quattro barili bomba. Il centro di protezione civile Urm ha inviato un’ambulanza per soccorrere i feriti. Ma il regime ha continuato a bombardare”.

L’Onu conferma che sono stati colpiti 18 dei 31 camion del convoglio, nei pressi di Urum al-Kubra, a nordovest di Aleppo.

Le Nazioni Unite stanno indagando per individuare i responsabili dell’attacco, ma una fonte dell’amministrazione statunitense non ha risparmia accuse alla Russia.

Qualche ora prima dell’episodio, il segretario di Stato americano, John Kerry, aveva usato queste parole: “I russi hanno bisogno di controllare Assad che sta evidentemente bombardando indiscriminatamente, anche i convogli umanitari – ha detto Kerry – Quindi non ci resta che aspettare e raccogliere le evidenze. Una volta che vediamo a che punto siamo potremo tirare le somme”.

L’attacco è avvenuto dopo l’annuncio dell’esercito di Damasco della fine del cessate il fuoco in vigore dal 12 settembre. Questo lunedì sono morti 36 civili ad Aleppo e nella sua provincia in più di 40 attacchi aerei.

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