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Presidenziali Usa: per Trump l'obiettivo torna ad essere Obama

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Presidenziali Usa: per Trump l'obiettivo torna ad essere Obama

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Giravolte e colpi bassi. È la campagna presidenziale americana. Mentre Trump è anche vittima del fuoco amico, con il portavoce repubblicano Paul Ryan che lo invita a rendere finalmente pubblica la sua dichiarazione dei redditi, Hillary Clinton accusa il magnate di razzismo e di aver orchestrato una campagna contro Barack Obama accusandolo di non essere nato negli Stati Uniti.

Così la Clinton: “Per cinque anni Trump ha cercato di deleggitimare il nostro primo presidente nero. La sua campagna era fondata su di una vergognosa bugia”.

Trump ha cercato di smorzare le polemiche con una frase a effetto: “Il presidente Barack Obama è nato negli Stati Uniti, punto”.

Trump ha anche rispedito l’accusa al mittente: accusando la Clinton di essere lei, la
fonte dei sospetti sul luogo di nascita di Obama, sfruttando la divulgazione di un memo del 2008 di un consigliere di Hillary.

Spiega il nostro corrispondente: “La campagna presidenziale raggiunge un suo nuovo punto più basso. Dopo settimane, in cui ha cercato di apparire più tranquillo e presidenziale, Trump sembra essere ritornato quello di un tempo. In un’intervista ha rifiutato di dire se il presidente Obama fosse nato o meno negli Stati Uniti. Questo sebbene le sue accuse siano stato da tempo analizzate ed è stato dimostrato che fossero false. Trump è tornato ad accusare la Clinton di aver provocato queste dicerie. Ma perché Trump continua a parlarne? Forse perché i sondaggi gli sono favorevoli negli ultimi giorni instillando in lui un senso di vittoria che ha terrorizzato i democratici. Ironicamente questa potrebbe essere l’arma segreta. La paura di una vittoria di Trump potrebbe essere l’unica cosa a spingere molti elettori democratici disaffezionati o indipendenti a turarsi il naso e votare per la Clinton”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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