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L'oro nero del Madagascar

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Per questo nuovo episodio di Target Madagascar abbiamo visitato il primo sito petrolifero operativo del paese, nell’ovest del Madagascar.
Il potenziale qui è enorme. Sotto i nostri piedi c‘è l’equivalente di quasi 2 miliardi di barili del cosiddetto “olio pesante”, petrolio a densità elevata.

L’ingegnere Mbola Andriamalala ci mostra un liquido viscoso che cola dal rubinetto di uno dei serbatoi, spiegando: “Questo è l’olio pesante che produciamo qui. Abbiamo centosessanta mila barili di scorte”.

Per John Claussen, amministratore delegato di Madagascar Oil, “Questo tipo di petrolio è perfetto per l’alimentazione energetica del Madagascar. Presto sarà usato come combustibile, per la produzione di energia, e speriamo che in seguito ci sarà un’espansione ad altri combustibili industriali”.

Nel progetto sono stati investiti 300 milioni di dollari di capitali privati.
I dipendenti sono malgasci al 90 per cento e gli investitori hanno dovuto prendere seri impegni ambientali e creare scuole e strutture sanitarie.
Questo petrolio servirà presto a far funzionare la principale centrale elettrica di Antananarivo, la capitale del Madagascar.

“Trasporteremo il carburante all’interno del Madagascar su strada – continua Claussen -. È una reale opportunità di contribuire all’intera infrastruttura. Una parte la faremo noi, con i nostri camion, ma ci saranno anche altre opportunità in arrivo con lo sviluppo dell’infrastruttura e la crescita del sito”.

E nuovi investimenti potrebbero arrivare in seguito. Ci sarebbe ad esempio l’idea di costruire un oleodotto oppure un porto sulla costa occidentale del Madagascar. Sviluppare lo sfruttamento di siti come questo potrebbe trasformare l’intera economia del Madagascar.

Sono state condotte numerose ricerche, da cui è emerso che il Madagascar possiede cinque bacini sedimentari ad alto potenziale di idrocarburi. Un enorme giacimento di gas naturale è stato scoperto di recente nel sud del paese. E per quanto riguarda il petrolio, sono stati identificati nuovi blocchi, cioè nuovi spazi di esplorazione.

Bonaventure Rasoanaivo, direttore generale dell’Ufficio nazionale miniere e risorse strategiche, ci informa: “Si stima che ci sia una riserva geologica dell’ordine di 1.500 miliardi di barili in Madagascar”.

Allo scopo di incoraggiare gli investimenti, le autorità hanno promesso di riformare il codice petrolifero. E per promuovere la ricerca, di esentare dall’Iva le società in fase di esplorazione.

Prosegue Rasoanaivo: “L’anno prossimo il Madagascar lancerà una gara d’appalto internazionale per offrire agli investitori una quarantina di blocchi off shore e tre o quattro blocchi a terra”.

L’obiettivo è quindi certo di promuovere lo sviluppo economico, ma anche di andare verso l’indipendenza energetica, grazie alle considerevoli risorse del Madagascar, finora troppo poco sfruttate.

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