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Doping: Russia nega legami con gli hacker del sito WADA

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Doping: Russia nega legami con gli hacker del sito WADA

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Respinge tutte le accuse la Russia: non c‘è alcun legame con il gruppo di hacker chiamato “Fancy Bears”, che ha violato il database dell’agenzia mondiale antidoping (WADA), smascherando diversi atleti americani, che avrebbero giustificato valori anomali in alcuni controlli, con certificati medici.

Vitaly Mutko, Ministro dello Sport russo, dichiara di non sapere se gli hacker responsabili provengano dal suo Paese: “Come potete provare che sono hacker russi. Date la colpa alla Russia per tutto, è davvero brutta questa situazione. Non so niente, non ho informazioni in merito. E anche noi siamo preoccupati, perché hanno gli stessi dati sugli atleti russi e possiamo essere delle vittime anche noi. Non importa di quali atleti si parli”.

Mutko, presente mercoledì ad Atene per l’elezione del nuovo Presidente dell’Uefa, continua così: “La situazione è brutta. Tutte le informazioni, i dati personali, devono essere protetti. In Russia abbiamo una legge sui dati personali e qualcuno li ha hackerati. Queste persone saranno perseguite e persino coloro che hanno violato il sistema. Chiunque dev’essere protetto”.

Nei documenti ‘‘rubati’‘ si parla di sostanze illecite, giustificate con certificati di approvazione per uso terapeutico. Tra i grandi nomi finiti nel mirino ci sono quelli della ginnasta Simon Biles, delle due tenniste Serena e Venus Williams e della star del basket Elena Delle Donne.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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