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Il cinema americano boccia Trump

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Il cinema americano boccia Trump

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Tutti contro Trump gli attori americani del Festival di Deauville come l’impegnata Chloe Grace Moretz che invita i giovani a svegliarsi.Importante è informarsi e capire l’importanza di una competizione cosi’..“devono informarsi su cosa sia la retorica bigotta che riversata sulla gioventu’ americana come una forma di idiocrazia, il governo degli idioti” spiega la giovane star.

Una eco piu’ dura giunge dall’attore americano Matt Ross che a Deauville ha vinto il premio della Giuria col suo ‘Captain Fantastic’.

Matt Ross, attore e regista: “E’ un buffone. Non dobbiamo neanche persare di accusarlo di fascismo, questo non è che un personaggio da televendita, da reality show, non sa nulla di come si governa, non conosce la storia, non ne sa niente di niente, è un personaggio imabarazzante”.

L’attrice tedesca Diane Kruger vive negli USA ma non ha diritto di voto. Per lei “gli americani non sono solo un buon popolo ma hanno anche cuore – sostiene – Non posso credere che diventi presidente. Questa mi sembra una brutta campagna per gli Stati Uniti, non si erano mai sentiti cosi’ tanti insulti e visto un gioco cosi’ sporco, tuttavia è anche il paese che dopo il Presidente Bush e l’11 settembre ha eletto il primo presidente nero, mi sembra quindi un paese capace delle cose migliori e delle peggiori, vedremo”.

Un membro della giuria del festival quest’anno è stato l’autore Douglas Kennedy che è un sostenitore della Clinton. Per lui Trump non è che un plutocrate sboccato e molto maleducato.

Le registe francesi Clara e Julia “Kuperberg“http://www.vanityfair.fr/culture/cinema/articles/les-femmes-pionnieres-d-hollywood/42378 commentano cosi’ la situazione politica in corso.

Clara Kuperberg, regista: “Prendiamo qualcuno come Ronald Reagan, pensado a Donald Trump se ne avverte la eco. Reagan si era servito del cinema per entrare in tutte le case americane, anche con la televisione, faceva trasmissioni. Vedendo il fenomeno odierno si capisce che è qualcosa che non si vedrà in Francia, non si vedrà un attore di seconda fila che interpreta un cowboy o gioca con le scimmie candidarsi alle presidenziali. Sono cose che fanno parte del mito americano col gusto per l’iperrealismo, della messainscena che non spaventa”.

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