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Nato e cyber-guerra: largo alle aziende. 70 mln di euro per software e apparecchiature

Redazione di Bruxelles

Nato e cyber-guerra: largo alle aziende. 70 mln di euro per software e apparecchiature

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Il summit di luglio della Nato a Varsavia ha riconosciuto il ciberspazio come un’area ufficiale di intervento. Insieme a terra, mare e aria. Allo stesso tempo l’Alleanza ha annunciato un programma da 70 miliardi di euro per combattere contro gli attacchi hacker Spetta ora alle società tecnologiche presentare nuovi sistemi , come ad esempio quello per proteggere le chiamate da possibili intercettazioni.

A Mons, in Belgio, si tiene in questi giori il Cyber Security Symposium. Alla fiera hanno partecipato decine di aziende leader nel settore tecnologico.

La Nato ha per il momento identificato delle aree specifiche nelle quali richiedere il contributo diretto delle aziende. Tra cui compare anche la messa in sicurezza dei dati conservati nei cloud.

In Cina e Russia i sistemi di guerra cibernetica sono strettamente controllati dallo Stato. La Nato sta cercando di esternalizzare i sistemi per la difesa a potenziali attacchi cibernetici?

“Non credo che ci stiamo muovendo verso la privatizzazione. Credo, però, in questo settore una grande organizzazione non possa fare tutto da sola. C‘è bisogno dell’industria. C‘è bisogno della loro expertise, delle innovazioni. Si tratta di strumenti che servono a combattere le minacce che il mondo si trova ad affrontare” spiega a Euronews il Direttore dell’agenzia Nato per la sicurezza cibernetica.

I primi investimenti in apparecchi e software necessari per una potenziale guerra cibernetica saranno avviati nel 2018. Prima spetterà alle aziende presentare i prototipi e soluzioni.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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