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Unhcr: a un anno dalla morte di Aylan aumentano le vittime nel Mediterraneo

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Unhcr: a un anno dalla morte di Aylan aumentano le vittime nel Mediterraneo

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A un anno dalla morte di Aylan aumentano le vittime nel mediterraneo. Il 2 settembre di un anno fa il mondo si commosse di fronte alla fotografia del bambino siriano annegato mentre la sua famiglia stava disperatamente tentando di raggiungere l’Europa.

Le morti di migranti nel Mediterraneo – che si conferma la rotta più letale – sono aumentate di oltre il 22%. In tutto il mondo, muore 1 persona ogni 80 minuti.

“L’Alto commissariato per i rifugiati stima che dopo la morte di Aylan, 4.176 persone sono morte o scomparse nel Mediterraneo – dice il portavoce William Spindler – una media di 11 vittime al giorno negli ultimi 12 mesi”.

Le probabilità di perdere la vita lungo la rotta che dalla Libia porta all’Italia sono dieci volte superiori a quelle che si corrono tentando la traversata dalla Turchia alla Grecia.

L’Onu esorta i governi a impegnarsi per lo sviluppo e l’attuazione di piani nazionali di integrazione e chiede di riconoscere i contributi che i rifugiati apportano alla loro nuova società.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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