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L'Irlanda non vuole i soldi di Apple. Dublino si oppone alla decisione dell'UE

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L'Irlanda non vuole i soldi di Apple. Dublino si oppone alla decisione dell'UE

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L’Irlanda ricorrerà in appello contro la decisione della Commissione Europea. Bruxelles ha ordinato ad Apple di versare a Dublino 13 miliardi di euro di tasse arretrate, ma il governo irlandese quei soldi non li vuole.

L’esecutivo di coalizione respinge al mittente l’accusa di concorrenza sleale, rispetto agli altri Paesi europei, per aver concesso benefici fiscali, giudicati illegali, al colosso di Cupertino.

“Gli irlandesi – sostiene il ministro della Salute Simon Harris di Fine Gael – sono pro Europa. Ma non penso che accettino tranquillamente che i burocrati non eletti dell’UE ci dicano cosa fare nel nostro Paese, soprattutto riguardo agli affari”.

Il governo teme che questa vicenda possa danneggiare la credibilità del sistema tributario irlandese, spesso considerato come un vero e proprio paradiso fiscale.

“Forse Apple – conclude l’indipendente John Halligan, ministro per l’Innovazione – avrebbe dovuto pagare quei soldi. Ma ho anche chiarito la mia posizione: non penso che il governo debba essere destabilizzato o fatto cadere per questo motivo. Ci sono cose più importanti: il budget, la Brexit alle porte e credo che l’Alleanza Indipendente abbia fatto un buon accordo. Per la prima volta nella storia dello Stato ci sarà una revisione indipendente sulle tasse pagate dalle multinazionali e se pagano tasse eque”.

L’Irlanda, sostiene Bruxelles, per circa dieci anni ha garantito ad Apple un regime fiscale talmente agevolato da poter essere definito elusione d’imposte.
Mercoledì spetterà al parlamento irlandese decidere se approvare o meno la decisione del governo.

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