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G20: il vertice cinese per sancire il ruolo internazionale della Repubblica Popolare

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G20: il vertice cinese per sancire il ruolo internazionale della Repubblica Popolare

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Fabbriche chiuse, ferie forzate, severe misure di sicurezza. Tutto è pronto a Hangzou, 200 chilometri da Shangai, per accogliere il G20 del 4-5 settembre.
Pechino sa che la riuscita del summit è fondamentale perché sia finalmente inserita nel club dei Paesi che contano a livello globale.
L’11° summit del G20 vedrà riuniti i capi di Stato e di Governo delle nazioni che rappresentano il 90% del prodotto interno lordo, l’80% del commercio e i 2/3 della popolazione mondiale.

Jean-Pierre Cabestan, Università di Hong Kong:

“Si tratta di un’ottima occasione per la Cina di dimostrare il suo ruolo di leadership per rioganizzare governance e economia globale”.

Questo è effettivamente l’obiettivo di Pechino, che in un nuovo frangente di crisi, vorrebbe fare del G20 l’unica entità preposta a sorvegliare, coordinare e stimolare la crescita economica, che quest’anno sarà ancora più lenta. Di qui l’enfasi di Pechino vuole inaugurare la fase di un’economia mondiale, innovativa, vitale e inclusiva.

“L’obiettivo è migliorare la cooperazione economica internazionale con l’invio di un segnale politico forte, di unità, cooperazione, apertura e inclusione”.

La Cina spera quindi nella definitiva affermazione del suo ruolo internazionale, con un riconoscimento ufficiale da parte dell’Fmi che comporti l’inserimento del renminbi nel paniere delle valute di riserva del Fondo.

Al di là degli obiettivi di fondo, il vertice di Hangzhou è importante per le occasioni di dialogo che offrirà. Lo scenario mondiale ha subito delle piccole grandi scosse recentemente: dalla Brexit, al fallito colpo di Stato in Turchia, al pericolo Corea del Nord e a una situazione sempre complicata nel Mar della Cina.

E se Pechino non vorrà parlare delle vicende marine di casa propria, l’Unione europea approfitterà del consesso per parlare della crisi migratoria e della guerra in Siria.

Gli Usa arriveranno con un presidente a fine mandato, colpevole per Pechino di aver ricevuto il Dalai Lama nella stanza ovale, subito dopo aver siglato ottimi accordi economici durante l’ultimo vertice Cina-Usa.

Hangzou sarà probabilmente l’ultima occasione per Obama e Putin di vedersi e di appianare le divergenze sulla Siria.

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