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Brasile: scontri dopo la destituzione di Rousseff, Temer giura da presidente

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Brasile: scontri dopo la destituzione di Rousseff, Temer giura da presidente

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Tensione nella notte a San Paolo, in Brasile: un gruppo di manifestanti ha sfasciato vetri di uffici e banche a margine di una protesta contro la destituzione della presidente Dilma Rousseff.

Nel pomeriggio un corteo pacifico aveva detto no alla sua rimozione e al nuovo capo di Stato, Michel Temer. Un’altra manifestazione aveva esultato per la decisione del Senato brasiliano.

Rousseff, prima donna eletta presidente in Brasile (2010 e 2014), denuncia un “colpo di Stato parlamentare” e non si arrende:potrà diventare deputata o senatrice perché non è stata approvata l’interdizione dai pubblici uffici per otto anni:

“Pensano di aver vinto, ma si sbagliano”, ha asserito la presidente destituita. “Io so che tutti noi lotteremo. Contro di loro avranno l’opposizione più forte ed energica che un governo golpista possa trovarsi di fronte”.

Su twitter, Rousseff ha ringraziato il popolo brasiliano per aver condiviso con lei il credo nella democrazia e il sogno di giustizia.

Più di due terzi dei senatori ha votato a favore della destituzione di Rousseff, accusata di aver manipolato i conti pubblici. Si chiudono 13 anni di governo di sinistra, cominciati con Lula che ha tirato fuori milioni di brasiliani dalla povertà.

Ha giurato come nuovo presidente l’ex vice di Rousseff, Michel Temer, del PMDB, partito di centro-destra che lo scorso marzo si era ritirato dal governo di coalizione.

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