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Paralimpiadi: Ibrahim Al Hussein, dalle bombe a Rio, con il Team dei Rifugiati

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Paralimpiadi: Ibrahim Al Hussein, dalle bombe a Rio, con il Team dei Rifugiati

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Ibrahim Al Hussein è uno dei due atleti che tra una settimana parteciperanno alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro, nel Team dei Rifugiati. Nato in Siria 27 anni fa, il giovane ha perso una gamba durante la guerra, prima di partire a bordo di un gommone, alla volta della Grecia, dove vive tuttora.

“La prossima volta voglio partecipare come atleta greco. Guardate, ho anche un tatuaggio con la bandiera greca. Mi piace molto questo Paese, lo porto nel cuore”, ha dichiarato il nuotatore a euronews.

Al Hussein, che sarà al via nei 50 e 100 metri stile libero, è diventato un simbolo, tanto da portare la torcia olimpica attraverso il campo di rifugiati di Eleonas, ad Atene. E ha potuto anche incontrare il Presidente greco Prokopis Pavlopoulos: “Buona fortuna! E spero che un giorno tu possa ritornare nel tuo Paese, portando però un po’ di Grecia con te”.

“Spero che la guerra finisca, che questa catastrofe e tutto questo sangue finiscano”, ha spiegato Al Hussein. “E’ molto dura. Cosa possiamo fare? Non c‘è niente in Siria. I siriani vengono qui. Ogni secondo si sentono le bombe laggiù”.

Giannis Giaginis, euronews: “Ibrahim sarà a Rio come rappresentante di quelle migliaia di persone che scappano dalla guerra, in cerca di una vita migliore. Lui spera che tra quattro anni a Tokyo non ci sarà più un team di rifugiati, perché significherà che la guerra sarà finita”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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