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Conferenza di Pace in Myanmar, Aung San Suu Kyi propone uno Stato federale

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Conferenza di Pace in Myanmar, Aung San Suu Kyi propone uno Stato federale

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Myanmar cerca di chiudere i conti con il proprio passato di violenza. Oltre 800 rappresentanti del
governo, del Parlamento e dei maggiori gruppi etnici
sono riuniti nella Conferenza di Pace dell’Unione.

Aung San Suu Kyi, ora a capo di un superministero, propone che, superati i contrasti, Myanmar diventi uno Stato federale.

“Questa è un’opportunità unica per noi – ha dichiarato – per svolgere un grande compito che rimarrà una pietra miliare nella storia. Cogliamo questa occasione meravigliosa con saggezza, coraggio e perseveranza e creiamo un futuro luminoso.”

Ma alla conferenza non sono stati invitati i musulmani Rohingya, vittime di violazioni dei diritti umani per cui ha espresso preoccupazione il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon.

Il capo dell’esercito, il generale Min Aung Hlaing, sottolinea dal canto suo: “Sono i militari e i nostri fratelli delle milizie locali che hanno subìto l’impatto più negativo della mancanza di pace nel Paese, sacrificando le loro vite. È necessario porre termine totalmente a queste cose nella nostra epoca.”

Conflitti etnico-politici hanno funestato il Paese, e in particolare alcune aree, per oltre mezzo secolo.

Dopo la Conferenza, le parti intendono
incontrarsi ogni sei mesi per continuare i colloqui.

Alcune milizie, pur accettando di partecipare all’incontro, non hanno ancora firmato accordi di pace.

Anche dopo l’apertura di Myanmar alla democrazia, le forze armate continuano ad avere un grande potere.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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