ULTIM'ORA

Lettura in corso:

Un mondo senza armi nucleari: utopia o realtà?

focus

Un mondo senza armi nucleari: utopia o realtà?

Pubblicità

ALL VIEWS

Clicca per scoprire

Un mondo senza armi nucleari: utopia o realtà?

Sicuramente è uno degli obiettivi della comunità internazionale per garantire pace e maggior sicurezza. In questo scenario il Kazakistan gioca il ruolo di attore protagonista, anche grazie alle sue coraggiose iniziative contro i test nucleari.

In occasione del 25° anniversario della chiusura del sito Semipalatinsk dove venivano condotti gli esperimenti e in occasione della Giornata internazionale delle Nazioni Unite contro i test, Astana, il 29 agosto, ha ospitato il Forum Costruire un mondo senza il nucleare. Politici, esperti di disarmo e organizzazioni internazionali si sono riuniti attorno a un tavolo per cercare una soluzione.

Nonostante le divergenze, il presidente kazako Nursultan Nazarbayev si è detto ottimista: “La sfida è che se dovesse esserci una guerra nucleare ci sarebbe la distruzione totale, sarebbe l’apocalisse. Non credo che nessuno al mondo voglia questo, quindi siamo ottimisti. Sono ottimista perché la gente vuole vivere, crescere i propri figli e nipoti e non vuole una guerra nucleare. Conferenze e iniziative come questa hanno lo scopo di far capire il pericolo reale agli abitanti del pianeta”.

Lo spettro di una guerra nucleare si affaccia con il primo test nel 1949. In 40 anni sono stati effettuate oltre 455 esplosioni sperimentali in Kazakistan. Nel 1991 il presidente Nazarbayev e il popolo hanno detto stop: il sito sovietico di Semipalatinsk viene chiuso. Gli anni passano ma gli effetti restano. Circa 1 milioni e mezzo di persone in Kazakistan ha subito conseguenze.

La sfida della comunità internazionale, tra lotta al disarmo e allarme terrorismo

Ora la sfida delle Nazioni Unite è mobilitare anche gli altri paesi per fermare i test atomici. “Si tratta di una sfida che non vede tutti i paesi d’accordo, molti Stati considerano queste esercitazioni una parte importante per i loro piani di difesa. Non vogliono parlare di disarmo nucleare, ma in questa fase storica tutti noi abbiamo la responsabilità di proseguire su questa strada”, ha fatto notare Michael Moller, Direttore Generale delle Nazioni Unite a Ginevra.

La preoccupazione maggior per i delegati presenti è stata quella relativa alla minaccia del terrorismo nucleare. Specie dopo la recente ondata di attacchi in Europa. Per gli esperti questo è il momento di rendere più sicuri i siti nucleari esistenti, come per il Generale Bernard Norlain, Ambasciatore Onorario del “Progetto Atom: “C‘è senza dubbio un rischio ma non legato ad una possibile esplosione nucleare vera e propria. Piuttosto potrebbero verificarsi incidenti nucleari, questo è un serio pericolo. Ecco il perché di questa conferenza: non solo promuovere il disarmo nucleare globale, ma anche adottare misure che potrebbero aiutare a sradicare i rischi accidentali e i rischi connessi al terrorismo.

Tra le misure decise al Forum quella che i governi dovranno impegnarsi a stabilire delle free-zone, zone libere da armi nucleari in Medio Oriente, in Europa e nel Nord-Est asiatico. Inoltre continuare con gli obiettivi del progetto “Atom” del 2012 lanciato dal Kazakistan per far capire le pericolose conseguenze dei test nucleari.

Le conseguenze delle esplosioni atomiche. La storia del pittore Karipbek Kuyukov

Migliaia di persone nel Paese portano ancora i segni degli esperimenti. Storie di vita dietro a quei corpi e a quei volti deformati.

Una di queste storie è diventata il simbolo della lotta contro le armi nucleari. Karipbek Kuyukov è un artista kazako di 48 anni, Ambasciatore Onorario del Progetto Atom. Nato in un villaggio vicino al sito di Semipalatinsk, i suoi genitori sono rimasti esposti alle radiazioni. Lui è nato senza braccia. Ha fatto della sua arte un motivo di battaglia. Dipinge per dimostrare che un mondo libero dalle armi nucleari può diventare realtà. “Ho sempre creduto in questo. Credo in quello che sto facendo. Credere è parte della mia lotta. Vorrei gridare a tutto il mondo, fino a non avere più voce: svegliatevi, ora basta. I terroristi non devono mettere le mani sulle armi nucleari. Dobbiamo restare uniti per raggiungere il nostro obiettivo. Ma diciamo “Sì” al disarmo nucleare!”, dice Kuyukov.

Il piano Kazakistan 2030 prosegue. Le generazioni future devono capire che un mondo senza armi nucleari è un mondo migliore. Certo per fare questo servono cooperazione internazionale e uno sforzo, anche ingente, da parte della politica.

ALL VIEWS

Clicca per scoprire

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

Prossimo Articolo