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Spagna: Rajoy chiede la fiducia, missione (quasi) impossibile

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Spagna: Rajoy chiede la fiducia, missione (quasi) impossibile

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Missione quasi impossibile per Mariano Rajoy in Spagna. Il premier uscente e incaricato affronta – questo mercoledì – il primo voto di fiducia con l’appoggio di solo 170 dei 350 deputati di Madrid.

Al momento, però, non esiste alcun piano B a un governo Rajoy, l’unica soluzione sarebbe quella di un’astensione di “responsabilità” da parte del partito Socialista per dare vita a un governo di minoranza.

“La Spagna ha urgente bisogno di un governo efficace – dice il leader conservatore – Gli spagnoli hanno chiaramente indicato la loro preferenza per il partito Popolare. In terzo luogo, non vi è alcuna alternativa praticabile”.

Impossibile una maggioranza assoluta alla prima votazione, Rajoy punta tutto su quella del 2 settembre, il primo vero test dell’accordo di principio tra il Popolari e Ciudadanos.

“Dobbiamo imperativamente rispettare i termini dell’accordo con l’Europa prima del 15 ottobre – avverte il capo del governo incaricato – Le conseguenze di un fallimento sarebbero estremamente gravi, come ad esempio l’imposizione di sanzioni contro il nostro paese o la perdita di importanti fonti di finanziamento europeo, per non parlare del grave danno alla credibilità guadagnata con gradi sforzi nel corso degli anni”.

Il leader conservatore non ha molto tempo per trovare una soluzione, perché il primo voto di investitura farà scattare il termine di due mesi per un nuovo esecutivo o il ritorno – e sarebbe il terzo in un anno – alle urne, il 25 dicembre prossimo.

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