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Francia: da Sangatte alla bidonville di Calais.

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Francia: da Sangatte alla bidonville di Calais.

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Calais al centro delle problematiche della società civile francese e di quella politica.

Se commercianti e trasportatori annunciano dimostrazioni forti per la prossima settimana contro la più grande bidonville di Francia, il campo profughi è al centro degli incontri bilaterali franco-britanici da tempo.

“A chi giova Calais“http://www.eunews.it/2016/07/19/kyenge-la-giungla-di-calais-serve-solo-ai-populisti-per-criminalizzare-limmigrazione/64878?

Oggi le condizioni di vita di quasi 10 mila persone sono deprecabili.

L’obiettivo di tutti profughi è oltrepassare la Manica.
Alla vigilia del referendum sulla Brexit, François Hollande dichiarava:

“Ci saranno forti ripercussioni in molti settori se il Regno Unito esce dall’Unione europea. Compresa anche la questione che riguarda le persone”.

Anche se il problema Calais risale a qualche anno fa. Nel 2002 la bidonville non esiste ancora: è il campo di Sangatte, vicino a Calais, a accogliere i rifugiati. È un campo costruito dalla Croce Rossa nel 1999, capace di accogliere 200 persone. Diventa però presto ingestibile.

Francia e Gran Bretagna decidono di chiuderlo. Sangatte viene smantellato nel dicembre del 2002. Il problema però resta.

I migranti continuano a arrivare a Calais.

Nel 2003 viene peraltro firmato l’accordo di Touquet, che mira a rinforzare la cooperazione franco-britannica in materia di immigrazione clandestina e che di fatto sposta tutti i controlli doganali a Calais, quindi in Francia, Paese che fa parte di Schengen.
È a Calais che vengono controllati i migranti e non a Dover. Nessuno ipotizzava all’epoca che i numeri sarebbero aumentati in modo considerevole.

Alcuni politici francesi oggi denunciano quell’accordo che di fatto ha fatto scivolare le frontiere britanniche verso i porti francesi obbligando di fatto la Francia a gestire da sola l’intensa pressione migratoria.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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