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La crisi del latte

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La crisi del latte

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Le manifestazioni degli agricoltori per il prezzo del latte riporta alla ribalta le difficoltà del settore.

Nell’aprile del 2015, l’Unione europea metteva fine al sistema delle quote latte in vigore dal 1984.
Sistema che fissava il volume di produzione per ciascuno stato membro, con l’obiettivo di regolare il mercato.

La fine delle quote, contestatissime peraltro in alcuni Paesi come l’Italia, ha di fatto liberalizzato la produzione che è esplosa a livello europeo.

L’anno scorso gli allevatori accoglievano così la fine del sistema quote:

“Con la fine del sistema quote, gli allevatori saranno tutti uguali che abbiano 50 vacche o che ne abbiano 500”.

Sieta Van Keimpema, vicepresidente dell’European Milk Board:

“La percentuale di allevatori, di giovani allevatori, sotto i 35 anni, è del 6%. Non ci sono prospettive.
Gli agricoltori invece hanno bisogno di prospettive così come hanno bisogno di un mercato regolato, che serve da rete di salvataggio in caso di crisi. E che permetta di risolvere velocemente una crisi”.

La maggior parte degli analisti del settore non aveva previsto un aumento della produzione con la fine delle quote.
Di fronte a un’offerta esorbitante il prezzo del latte è ovviamente crollato.

Ma la crisi del prezzo del latte è legata anche alla diminuzione della domanda a livello mondiale, dovuta alla Russia che, dopo le sanzioni europee di 2 anni fa, non importa più, così come alla diminuzione delle importazioni da parte della Cina.

Roger Violant, allevatore:
“Stiamo perdendo circa 110 euro per una tonnellata di latte, visto che il prezzo pagato è di circa 270 euro a tonnellata contro i 380 del passato.
La farsa del latte non può continuare in eterno”.

Il mese scorso, la Commissione europea ha annunciato lo stanziamento di 500 milioni di euro per il settore con l’obiettivo di incentivare gli allevatori a ridurre la produzione. Cosa che dovrebbe far salir il prezzo del latte nei prossimi sei mesi.

Nel frattempo, molti allevatori sono costretti a vendere o a dichiarare fallimento.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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