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"Trafficanti": un film d'azione su chi specula sulla guerra

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"Trafficanti": un film d'azione su chi specula sulla guerra

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Spirito imprenditoriale, un appalto governativo, un po’ di fortuna, e ti ritrovi con un contratto da 300 milioni di dollari per armare l’esercito afgano.
“Trafficanti”, di Todd Phillips, è un film d’azione, ma è anche un’incredibile storia vera.

Incredibile anche per uno degli attori protagonisti, Jonah Hill: “Penso che sia una storia così folle che non si può credere che sia davvero successa. Se un regista leggesse una sceneggiatura di fiction su questa storia, non ci farebbe un film perché penserebbe ‘oh, è una bella storia, ma non ci crederebbe nessuno’. Insomma, per me era solo quest’incredibile storia su delle persone che abusano del ‘sogno americano’ e il mio personaggio era troppo folle”.

La storia su cui si basa “Trafficanti” riguarda due ventenni di Miami Beach che cominciano durante la guerra in Iraq a sfruttare una poco nota iniziativa del governo americano che consente alle piccole imprese di partecipare alle gare d’appalto dell’esercito. Finché non fanno il colpo grosso. E finiscono per trovarsi in affari con personaggi loschi di ogni genere.

Perché fare questo film? Risponde Phillips: “Quello delle armi è ovviamente un grosso business in molti paesi. E quel che ho pensato è che sono stati fatti un mucchio di film sulla guerra, sui soldati e su quanto sono patriottici, mentre non ci sono molti film che puntino i riflettori sulla scandalosa quantità di denaro che un piccolo gruppo di persone guadagna grazie alla guerra”.

La fonte originaria della sceneggiatura è un articolo apparso sulla rivista Rolling Stone intitolato “Arms and the Dudes”, di Guy Lawson.

Per vedere “Trafficanti” nei cinema italiani bisognerà aspettare il 15 settembre.

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