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Iraq: bloccato ragazzino kamikaze, stava per commettere strage

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Iraq: bloccato ragazzino kamikaze, stava per commettere strage

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Avrebbe potuto essere un’altra strage commessa da un ragazzino, se il dodicenne che sotto la maglia di Neymar indossava apparentemente una cintura esplosiva non fosse stato fermato dai miliziani Peshmerga, a Kirkuk.

Nella città curda irachena il ragazzino avrebbe dovuto farsi esplodere all’interno di una moschea, nelle intenzioni dei suoi mandanti dell’Isis, secondo quanto ha poi raccontato. Il ragazzino avrebbe anche detto di essere stato sequestrato e indottrinato dai milizianidell’Isis.

Secondo fonti Peshmerga, addosso aveva due chilogrammi di TNT, ed era entrato a Kirkuk quattro o cinque giorni prima.

Come spesso in questi casi, non è possibile certificare l’autenticità, nè del racconto nè dell’ordigno.

L’anno scorso movimenti legati all’Isis hanno fatto ricorso in modo crescente a ragazzini kamikaze, ma in Africa: tra Iraq, Siria e Turchia sudorientale il fenomeno è piuttosto nuovo.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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