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Guerra in Siria. Stop dell'Iran ad uso sue basi aeree da parte di Mosca

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Guerra in Siria. Stop dell'Iran ad uso sue basi aeree da parte di Mosca

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I raid dei caccia russi in Siria a partire dal territorio iraniano sono conclusi. Non è Mosca, bensì Teheran ad affermarlo con un annuncio che suona come qualcosa di molto simile ad uno smacco diplomatico.

Dalla settimana scorsa alcuni bombardamenti dell’aviazione russa contro le forze ribelli in appoggio al regime di Damasco erano partiti dalla base militare di Nojeh a Hamadan, nell’Ovest dell’Iran.

“Per quanto riguarda l’accaduto e i governi di Russia ed Iran” ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Americano Mark Toner “stiamo seguendo con attenzione l’evolversi della situazione. Quel che ci è chiaro è quanto sentito nelle varie conferenze stampa sul fatto che l’uso da parte della Russia delle basi aeree è definitivamente concluso. Ma continueremo a monitorare la vicenda” ha detto.

Il Cremlino dal canto suo si è limitato a far sapere, per bocca dell’ambasciatore russo a Teheran, che tutti i militari russi hanno lasciato la base iraniana. Intanto permane l’incertezza sulla possibilità che Stati Uniti e Russia avviino una collaborazione nel conflitto siriano, in particolare per quanto riguarda la regione di Aleppo.

“Non è da escludere che un qualche tipo d’accordo possa arrivare entro la fine del mese” ha detto il Segretario di Stato Americano John Kerry. “Ma sinceramente più che ottimista, posso soltanto essere speranzoso. Una cosa è certa: la tragedia siriana deve finire. È costata troppe vite” ha detto.

Al di là degli screzi con l’Iran, la Russia ha comunque sottolineato che i suoi Tupolev-22M3 e i caccia Sukhoi-34 potrebbero tornare a decollare in futuro dall’Iran per i raid in Siria, risparmiando carburante. E suggellando simbolicamente il quadro di un’alleanza pro-Bashar al-Assad.

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