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USA: il versamento all'Iran era legato alla liberazione dei prigionieri

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USA: il versamento all'Iran era legato alla liberazione dei prigionieri

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Per la liberazione di alcuni statunitensi detenuti in Iran a gennaio, Washington pagò un riscatto. Lo ammette, in un certo senso, il Dipartimento di Stato americano.

La restituzione all’Iran di 400 milioni di dollari per forniture militari decise prima della caduta dello Shah fu definita con negoziati separati, ma per il versamento Washington attese il rilascio.

“Quando si hanno 24 ore per chiudere la partita e ci si preoccupa di come gli americani possano uscirne – ha dichiarato il portavoce del Dipartimento John Kirby – sarebbe stupido, imprudente, irresponsabile non tentare di ottenere il massimo risultato.”

Il giornalista del Washington Post Jason Rezaian e l’ex marine Amir Hekmati erano detenuti per spionaggio, il pastore cristiano Saeed Abedini per proselitismo religioso.

Donald Trump non si fa sfuggire l’occasione per attaccare Barack Obama.

“Ha negato che i soldi fossero per gli ostaggi, ma lo erano. È appena emerso. Aveva detto: ‘non abbiamo pagato un riscatto,’ ma lo abbiamo pagato. Ha mentito sugli ostaggi, apertamente e palesemente, come ha mentito sull’Obamacare.”

Sia il capo della Casa Bianca sia il segretario di Stato John Kerry avevano negato che il pagamento fosse un riscatto e smentito l’accusa che gli sviluppi fossero collegati alla firma dell’accordo sul nucleare iraniano.

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