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Siria: Onu, da un mese nessun convoglio umanitario nelle zone assediate

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Siria: Onu, da un mese nessun convoglio umanitario nelle zone assediate

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Un’immagine esprime con forza tutta l’atrocità della guerra: nei bombardamenti governativi su un quartiere controllato dai ribelli nella città siriana di Aleppo viene salvato il piccolo Omran.

Omran, che a cinque anni ha conosciuto soltanto la guerra,nell’ambulanza pulisce il viso intriso di sangue. Ad Aleppo e in altre 16 zone assediate, per lo più dai soldati di Assad, da un mese non riescono ad arrivare i convogli umanitari, denuncia l’Onu.

“Ho sospeso la riunione della task force umanitaria – ha affermato l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Staffan De Mistura – in segno di profonda preoccupazione e di rispetto nei confronti della Giornata Mondiale Umanitaria di venerdì. L’ho fatto anche per esprimere profondo malcontento per la mancanza di una tregua, per il fatto che non si riesca a consegnare gli aiuti umanitari in Siria, a parte Deir al-Zor, e perché la parte orientale di Aleppo è ancora assediata mentre quella occidentale rischia di finire assediata”.

De Mistura ha reiterato l’appello a Stati Uniti e Russia per una tregua di 48 ore ad Aleppo dove mancano acqua e cibo e dove, come ha detto il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon, si rischia una” catastrofe umanitaria senza precedenti” che minaccia anche 130.000 bambini secondo dati dell’Unicef.

Ad Aleppo e Idlib sono sempre più frequenti gli attacchi contro le scuole e i bambini, ha denunciato Save The Children.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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