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Crisi Turchia-Ue sull'accordo sui profughi

Erdogan vuole l'abolizione dei visti, Bruxelles un allentamento delle leggi anti-terrorismo. Ed è stallo

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Crisi Turchia-Ue sull'accordo sui profughi

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Non ci piace quel che sta succedendo in Turchia, ma dobbiamo continuare a collaborare sulla questione dei migranti. È il messaggio del ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schaeuble in riferimento all’accordo siglato fra Bruxelles e Ankara a Marzo.

La reazione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan non si è fatta attendere: “La questione delle migrazioni dalla Siria, dovute alla crisi umanitaria, fa tremare di paura tutta l’Europa – ha detto -. La nostra nazione si sta prendendo carico di 3 milioni di profughi, mentre i paesi europei non possono prendersi carico di 3, 5 o 10 mila persone. Gli equilibri europei sono stati stravolti. Hanno quasi sospeso il rispetto dei diritti umani”.

Alla radice della crisi c‘è la questione dei visti. L’accordo sui profughi ne prevedeva l’abolizione per i cittadini turchi in viaggio in Europa per il mese di giugno.

Il ministro tedesco agli affari europei ha così spiegato la ragione del ritardo: “La Turchia si trova di fronte a un cammino molto lungo e difficile. I criteri per l’adesione all’Unione europea devono essere rispettati, e al momento questo non sta avvenendo. Ma voglio sia chiaro che vogliamo e abbiamo bisogno di una Turchia europea”:

Bruxelles vuole prima che Ankara ammorbidisca le leggi anti-terrorismo. Impossibile, ribatte Erdogan, soprattutto dopo il tentato colpo di Stato di luglio.