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Piante in via d'estinzione: statistiche

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Piante in via d'estinzione: statistiche

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Un tipo di pianta su cinque, il 21 per cento nel mondo, è a rischio estinzione secondo le analisi globali effettuate sulla vita vegetale.

Il rapporto dello “State of the World’s Plants’‘:http://science.kew.org/strategic-output/state-worlds-plants, scritto da 80 esperti del Royal Botanic Gardens (RBG) di Kew, a Londra, registra in totale l’esistenza di 391mila tipi di piante note alla scienza, dalle piccole orchidee agli alberi giganti di sequoia.

Kathy J. Willis, direttore scientifico, Royal Botanic Gardens: “La cosa positiva è che stiamo scoprendo, come descritto nel “report”: https://stateoftheworldsplants.com/report/sotwp_2016.pdf un sacco di nuove piante. In media 2mila nuove specie ogni anno: piante da usare come cibo, carburante e medicina. La cosa negativa è che assistiamo a un forte cambiamento nel tipo di copertura del suolo della terra. Provocato, soprattutto, dall’attività agricola e dal cambiamento climatico”.

Gli esperti sostengono che molte parti del pianeta soffrono di rapidi cambiamenti dopo l’abbattimento delle foreste tropicali per far posto a fattorie e città.

Kathy J. Willis: “Ci sono pochissime zone attualmente riconoscibili per le importanti piante che comprendono. Ad esempio le aree di conservazione che sono determinanti per gli uccelli. Dobbiamo capire che le piante fondamentali rappresentano il benessere per l’uomo.”

I giardini botanici contengono un gran numero di specie di piante da studiare e ammirare, ma si tratta solo di una piccola parte di ciò che esiste veramente sulla terra. Qui, ci sono fiori come la Nymphaea thermarum, attualmente estinta.

Timothy Utteridge, capo del reparto di identificazione e classificazione, RBG: “Mi piacerebbe descrivere tutte le specie di piante del pianeta. Certo, se biomi e foreste cambiano così velocemente, allora tutto quello che farò sarà descrivere specie di esemplari di erbario e quelle piante che non esistono piú in natura”

Secondo la relazione “IUCN”: http://www.iucn.org/, la peggiore minaccia per l’estinzione è rappresentata dall’agricoltura (31%). A seguire troviamo la lavorazione boschiva e la raccolta delle piante (21,3%). Infine, il cambiamento climatico che incide solo per il 3,96 per cento.

Gli scienziati dicono che l’effetto reale di qeusti fattori sull’estinzione non potrà essere provato se non tra decenni.

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