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Presidenziali Usa 2016: cariche e marce indietro di Donald Trump

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Presidenziali Usa 2016: cariche e marce indietro di Donald Trump

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Spararle sempre più grosse e poi correggere il tiro. È ormai la strategia collaudata di Donald Trump. Prima si è attirato una gragnuola di critiche per aver detto che quelli del secondo emendamento, che sancisce la libertà di possedere un’arma, qualcosa potrebbero ancora fare se la Clinton rischiasse di diventare presidente. Poi ha voluto specificare che stava parlando “del potere della gente in favore di questo diritto, che potrebbe (col proprio voto) di evitare l’elezione della Clinton. (la democratica) potrebbe depotenziare o addirittura abolire il secondo emendamento”.

La Clinton ha risposto con un semplice tweet limitandosi a ripetere che Trump non può essere presidente degli Stati Uniti, perché inciterebbe alla violenza.

Trump è stato attaccato da molti anche nel suo stesso campo, senza dimenticare che anche alte sfere repubblicane cominciano ad averne abbastanza. Solo lo speaker della camera, Paul Ryan, cerca di fare gioco di squadra buttando la palla in tribuna, visto che per ora un altro vero candidato, a destra, non c‘è. Nell’epoca di internet e dell’uomo perennemente connesso, Ryan ha detto: “Sono stato un po’ occupato, ho sentito qualcosa di questa storia, ma credo si trattasse di una battuta di cattivo gusto. Spero si chiarisca presto”.

Trump ha già l’endorsement della lobby delle armi, ma potrebbe non bastare. Secondo ultimi sondaggi su scala nazionale non solo un elettore repubblicano su cinque preferirebbe che il tycoon si ritirasse, ma il 44% dell’intero corpo elettorale non lo vorrebbe. Quasi impossibile che il miliardario getti la spugna, se però i sondaggi fossero corretti, sarebbe la Clinton ad approfittarne, e il risultato delle elezioni sarebbe già scritto.

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